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L'INCHIESTA

Addio alla vecchia 'mala' ferrarese
Oggi trionfano i pendolari del crimine

Ecco com'è cambiata in questi anni la mappa delle organizzazioni criminali in città. Le nuove bande composte per lo più da stranieri hanno conquistato spazio ma è in crescita anche il numero dei delinquenti 'mordi e fuggi'

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Agguato in centro Ferrara, 30 gennaio 2008 - IL NUOVO VOLTO della malavita a Ferrara si è rivelato in modo eloquente e drammatico appena pochi giorni fa, con la sanguinosa aggressione di via Muzzina, in pieno centro storico e in tarda mattinata, un’ora in cui le strade sono ancora affollate. Un commando di sette persone ha teso un brutale agguato a due giovani fratelli tunisini con il chiaro obiettivo di ucciderli. Gli assalitori infatti hanno colpito con grosse catene e un’accetta. Soltanto grazie all’intervento di alcuni passanti e all’arrivo assai tempestivo di volanti della polizia, si è scongiurato il peggio. Stando alle prime indagini anche gli aggressori erano giovani nordafricani che avrebbero deciso di infliggere una così’ cruenta lezione per presunti motivi di interesse legati a una vincita di uno dei due feriti al videopoker in un bar cittadino, la sera prima.

 

UN MOVENTE che appare ben poco credibile, mentre le indagini della Squadra mobile hanno già portato alla individuazione e all’arresto di due componenti del gruppo di cittadini stranieri autori dell’agguato.Diversi elementi però lasciano qualche perplessità sui motivi dell’azione poiché non sembra giustificabile tanta violenza solo per un banale litigio legato al gioco che avrebbe visto uno degli aggrediti vincere poche centinaia di euro. Il segnale che ci arriva dall’episodio di via Muzzina non è da sottovalutare anche perché fa seguito a intimidazioni e gravi danneggiamenti accaduti nella zona di via dei Baluardi e anche nelle adiacenze del grattacielo, aree della città che in certi momenti appaiono letteralmente nelle mani di queste bande di giovani stranieri in massima parte pendolari dello spaccio di droga che arrivano da Bologna, dove la loro presenza è radicata fortemente da diversi anni.

 

FERRARA sta diventando sempre più hinterland di Bologna anche sotto questo aspetto e già da tempo si è intuito che la malavita locale sembra avere ceduto la fetta più consistente del malaffare – quello di strada in particolare – a giovanissimi pendolari del crimine che ora hanno assunto il controllo dei quartieri caldi di Ferrara. Anche le frequenti proteste che giungono dai numerosi comitati spontanei di cittadini indignati e soprattutto allarmati per i sempre più diffusi episodi di microcriminalità, costituiscono una chiara indicazione relativa a un fenomeno che andrebbe analizzato e combattuto con tempestività evitando le sterili polemiche su responsabilità e sicurezza che alla fine non producono nulla di concreto.
Le forze di polizia cercano quotidianamente di far fronte all’incalzare di una situazione che si fa ogni giorni più delicata, ma spesso nella fase di bilancio delle cifre del crimine in provincia di Ferrara e nel capoluogo in particolare, la tendenza è quella di sottolineare invece che a Ferrara non ci sarebbe da preoccuparsi.

 

LA VECCHIA generazione di ferraresi dediti ai più disparati illeciti – quella generazione tanto per intenderci che venne letteralmente annientata dall’inchiesta Coca Connection del 1990 (un vasto traffico internazionale di stupefacenti) –sembra essersi messa in disparte e dopo sporadici tentativi da parte di alcuni gruppi che avrebbero dovuto essere i protagonisti della successione, si sono fatti largo in città i trafficanti stranieri, come le cronache hanno puntualmente riferito in questi ultimi anni. Non si può dire tuttavia che nella mappa del crimine a Ferrara non vi siano più protagonisti di casa nostra. Recenti operazioni di polizia confermano questa riflessione: vedi la scoperta degli autori di un vorticoso raggiro ai danni di istituti di credito attraverso ingegnose falsificazioni e a veri e propri ‘furti di identità’ e di diversi altri episodi di violazione truffaldina delle normative fiscali con l’indebita riscossione di ingenti quantità di denaro.

 

INSOMMA una sorta di riconversione verso reati a minor rischio e anche più redditizi, con uno sguardo ancora rivolto anche al racket delle estorsioni– significativo in tal senso il grave attentato chiaramente intimidatorio del Lido delle Nazioni – lo sfruttamento della prostituzione e la gestione del gioco d’azzardo. Collocazione di bombe rudimentali e incendi ai danni di locali pubblici si sono verificati anche nel recente passato sempre sulla zona costiera di Comacchio e mai le indagini sono approdate a risultati positivi. Un’ultima annotazione relativa alle rapine in banca e in uffici postali. Assalti frequenti anche a Ferrara, dove molto frequentemente gli autori vengono da fuori, come più volte le investigazioni hanno appurato.
Anche in questo caso si tratta di pendolari della rapina in arrivo dalla Sicilia e della Campania che, una volta messi a segno gli assalti se ne tornano ai luoghi di residenza. In un territorio in cui il boom delle rapine a mano armata ebbe inizio alla fine degli anni Sessanta (il primo colpo da parte di un bandito solitario venne compiuto nell’inverno 1964 in una banca di Denore) attraverso i dati statistici è stato possibile constatare che il più delle volte i responsabili sono forestieri.


di Andrea Botti










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