Ferrara, 1 febbraio 2008 - «GUARDI... era una persona che si faceva voler bene da tutti. Un pregio che in pochi possono vantare». Non si dà pace Francesco Cacciola, direttore del carcere di via Arginone. La terribile notizia del suicidio dell’ispettore superiore di polizia penitenziaria di 47 anni, lo ha sconvolto così come l’intero personale e tutti coloro che hanno avuto modo di apprezzarlo. «Siamo costernati ed abbattuti — racconta il direttore —, nessuno di noi si sarebbe mai atteso un fatto del genere. Era una persona conosciuta dall’intero carcere, un uomo speciale, dal carattere riservato ma sempre pronto per il prossimo».
Mai un problema, mai una frase fuori posto, nemmeno una parola di troppo che potesse far presagire a quella fine orribile. L’ispettore era in forza al nostro carcere dal 1987, originario della provincia di Caserta, in città viveva da solo in un appartamento non distante dal centro storico. Da due giorni, raccontano, non si era presentato regolarmente al suo posto di lavoro. Ecco allora, insospettiti, alcuni colleghi fargli visita — mercoledì — direttamente a casa. Ai richiami nessuna risposta così, con l’aiuto dei pompieri, è stata sfondata la porta: l’ispettore era appeso ad una corda, senza più vita. Il funerale sarà oggi alle 15.30 nella cappella di Mizzana. La salma verrà poi trasferita nel casertano nel cimitero di famiglia.
Intanto, dopo il quinto suicidio nel giro di un mese di un agente di polizia penitenziaria, l’Organizzazione sindacale autonoma Osapp chiede che «chi ha ruoli di governo si assuma le responsabilità del caso» e punta il dito contro il «decadimento» dell’ambiente carcerario. «Ci avvilisce molto aver appreso del suicidio di un nostro collega di soli 47 anni — sottolinea il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci —. E’ ora di dire basta a fatti di questo tipo, soprattutto dopo che, nelle scorse settimane, già altri ‘baschi azzurri’ si erano tolti la vita nel giro di pochi giorni a Modena, Verbania, Imperia e Tempio Pausania. Non serve gridare a facili allarmismi, anche se le cause vanno certamente ricercate nel decadimento di un ambiente di lavoro, come quello carcerario, che certamente non offre alcuna occasione per valorizzare le risorse che impiega. Serve, invece, un serio atto di verità da parte di tutti i soggetti istituzionali». Dopo il caso ferrarese è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe: «È ormai una vera e propria emergenza — dice — e, nell’attuale situazione di incertezza politica, ci rivolgiamo al Capo dello Stato Giorgio Napolitano perchè valuti un proprio autorevole intervento».
di Nicola Bianchi
Andrà in scena al PalaSegest, sabato 1 e domenica 2 marzo, l'edizione 2008 della Coppa Italia di basket di Legadue. Nella prima giornata le semifinali vedranno opposte Soresina - Jesi, alle 18, e Sassari - Ferrara, alle 20.30. La domenica, poi, la finale è prevista alle 18