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PROGETTI

Il Palazzo degli Specchi sarà demolito:
"Più verde e più risparmio energetico"

Sateriale: "Le prime gru arriveranno entro la fine della legislatura". Il recupero: nuova destinazione e volumi ridotti, l'attuale struttura non sarà mantenuta. Sarà destinato anche a funzioni commerciali e di artigianato

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sateriale Ferrara, 12 febbraio 2008 - IL DESTINO DEL Palazzo degli Specchi è ormai segnato: con ogni probabilità, sarà interamente demolito. I ‘volumi’ edilizi saranno ridotti, l’area riqualificata. Ed il colpo d’occhio — la ‘skyline’ come si direbbe a New York — non sarà più quella con cui i ferraresi convivono da quasi vent’anni, tra polemiche, silenzi, degrado. L’avvio ufficiale della «Società di Trasformazione Urbana» (operazione ambiziosa da quasi 200 milioni di euro) che incrocia i progetti del Comune con gli interventi privati, e che prevede anche la riqualificazione di comparti pubblici a ridosso del centro come l’ex Mof, la Darsena, l’ex Amga di via Bologna, per il centro direzionale di via Beethoven apre una prospettiva chiarissima.

 

«Il cambio di destinazione d’uso è già sostanzialmente definito — spiega il sindaco Gaetano Sateriale —, il che comporterà anche una riduzione degli attuali volumi per oltre 7 mila metri quadrati. Ma quando scatterà materialmente la ricostruzione, sarà difficile pensare che venga mantenuta l’attuale tipologia architettonica, i materiali e le soluzioni che potevano andare bene vent’anni fa». L’ipotesi di lavoro, verificata anche con i proprietari (il colosso immobiliare romano della famiglia Parnasi), si lega proprio alla parola usata dal sindaco: ricostruzione. Dunque il riutilizzo del complesso, che sarà destinato oltre che a investimenti residenziali anche ad «attività e servizi nel settore del commercio, dello sport — recita il progetto —, dello spettacolo e della ricettività alberghiera», parte dalla demolizione di gran parte della struttura.

 

Sarà più conveniente abbattere e riedificare (tenendo a cuore, dice Sateriale, «l’esigenza di valorizzare il risparmio energetico e l’inserimento di aree verdi di pregio»), che non metter mano a edifici lesionati e fatiscenti. I tempi? Per la ricostruzione occorrerà attendere almeno il 2010-2011, ma gli interventi di demolizione potrebbero partire molto prima. «Non vogliamo bluffare — chiude il sindaco —, ma entro la fine della legislatura qualche gru i ferraresi potrebbero vederla». Simbolicamente, con Sateriale a posare non il primo mattone ma a dare il primo colpo di piccone.

di Stefano Lolli










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