Ferrara, 26 febbraio 2008 - «L’ARTE UNISCE, la politica divide...». Il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini sorride salutando il sindaco Gaetano Sateriale che, esaurito il proprio compito di ‘guida’ a palazzo dei Diamanti, lascia che i riflettori si concentrino sull’attualità elettorale.
L’occasione, e la sede dell’iniziativa, è comunque singolare; ieri pomeriggio, nell’intenso tour elettorale in Emilia Romagna, Gianfranco Fini ha scelto proprio la mostra di Mirò ai Diamanti quale ‘tappa’ nella nostra città. Poco dopo le 15, proveniente da Modena, è arrivato in compagnia dei coordinatori regionali di An e Forza Italia Filippo Berselli e Giampaolo Bettamio. Ad attenderlo, davanti all’ingresso della galleria, una piccola folla: la delegazione ufficiale è aperta per An dal presidente provinciale Luca Cimarelli e dal senatore Alberto Balboni, e per Forza Italia dal coordinatore Giorgio Dragotto. Iniziano a circolare col passamano alcuni foglietti, consegnati con atteggiamento tra il riservato e il prudente. Sono le liste segrete per Camera e Senato? No, si tratta dei biglietti per l’ingresso alla mostra. Per evitare ogni sospetto di favoritismo alla ‘Casta’, i dirigenti di Alleanza Nazionale si sono recati al botteghino, hanno acquistato 15 biglietti — a prezzo pieno — riservati alla delegazione ristrretta di cui faceva parte lo stesso Gianfranco Fini. Poi per la verità, sull’onda del leader, le sale della mostra si sono riempite: infiltrati? furbi? Solo il borderò della Siae, forse, potrà dire se il gesto comunque lodevole di Balboni & C. è riuscito ad arginare i ‘blitz’ delle seconde e terze file dei due partiti.
A tenere comunque l’attenzione concentrata sulla mostra, e sui bellissimi quadri del pittore catalano, ci ha pensato proprio Fini; la sua visita ai Diamanti, benchè forzatamente rapida, è stata tutt’altro che formale. Scortato dal sindaco Sateriale e da Maria Luisa Pacelli, il leader di Alleanza Nazionale si è soffermato in tutte le sale, ammirando i capolavori e dichiarando a più riprese il proprio grande apprezzamento per l’arte di Mirò.
«Bellissimo, questo poi è uno dei più famosi», ha plaudito davanti al ‘Figura, uccello’ del 1973 in una delle ultime sale della mostra: commenti più perplessi invece nel seguito, dove soprattutto tra qualche esponente locale c’era chi confidava di apprezzare «più l’arte figurativa estetica» (un consigliere comunale), chi «i pittori del Rinascimento ferrarese» (un ex consigliere regionale).
Ma l’urgenza politica alla fine ha prevalso: sedendos per la breve conferenza stampa, Fini ha comunque ribadito il proprio apprezzamento. «Una mostra molto bella, che ribadisce il ruolo di Ferrara quale pregevole città d’arte — sottolinea il leader di Alleanza Nazionale —, non soltanto per le sue grandi tradizioni ma anche per le attività e le prospettive ben proiettate nel futuro». In linea con questo commento, anche la curiosità con cui durante la visita ha chiesto al sindaco Sateriale i dati (molto positivi) dell’affluenza registrata nelle due prime settimane di esposizione.
Tutt’intorno, però, i rappresentanti politici scalpitavano: da Fini ci si attendeva qualche slogan, una sorta di colpo di cannone per lanciare in modo roboante la campagna elettorale. Ma stretto un po’ dai tempi, un po’ dai tanti convenuti («vedete che quando parliamo di... Popolo delle Libertà non intendiamo solo una lista», sorride guardando il mucchio assiepato nel salone del bookshop dei Diamanti), non c’è stato spazio per il comizio che un’anziana militante di An gli aveva chiesto all’arrivo a Ferrara.
Non manca comunque la sferzata al Partito Democratico ed a Veltroni: «Sbaglia chi afferma che i programmi si assomigliano — afferma Fini —; nel Pd vedo proclamare impegni su cose che il centrodestra ha già realizzato quando era al governo, dalla riduzione del carico fiscale alle iniziative in tema di sicurezza. La differenza oggettiva, a questo punto, riguarda solo la credibilità delle forze politiche in campo. E quella di Veltroni è modesta, perchè non si può dimenticare la politica lassista di cui è stato interprete in qualità di sindaco di Roma. Perchè dovrebbe essere diverso quale candidato alla guida del paese?».
C’è chi prova l’applauso ma non si tratta di un comizio, Fini parla comunque davanti alle tele di Mirò. E si dice tutt’altro che imbarazzato di fronte alla prospettiva di far parte, oggi, di un ‘Popolo della Libertà’ che mira al centro: «Parlare oggi di sinistra, di destra, di centrosinistra o di centrodestra rappresenta una visione quasi... topografica — commenta il leader di Alleanza Nazionale —; la gente chiede piuttosto di conoscere i contenuti, non vuole limitarsi all’autodefinizione dei partiti. La cornice più coerente, per quanto ci riguarda, è dunque quella del Partito Popolare Europeo in cui convivono e collaborano movimenti ed esponenti che vanno dal centro classico, alla destra, sino all’area dei conservatori che in Italia non si saprebbe neppure come definire».
Il tempo ormai sta per scoccare, non si parla di formazione delle liste ma dai referenti regionali viene ribadito che l’intesa è piena e salda. An e Forza Italia marciano compatte, dei ‘cespugli’ più piccini (dai Popolari Liberali ex Udc al Nuovo Psi sino a Rinascita Socialdemocratica), ieri ai Diamanti non c’era traccia. Per loro, almeno per quanto riguarda l’ingresso alla mostra di Mirò, non c’era alcun ‘ticket’ di favore.
di Stefano Lolli
Il cantante siciliano arriverà a Ferrara con la sua tournèe teatrale sabato 15 marzo. Con lui, sul palco, un'orchesta di 23 elementi: jazz classico e funk i generi che troveranno spazio durante la serata.