Davanti a un PalaSegest gremito i bianconeri gestiscono male il vantaggio e perdono al supplementare. La delusione Collins, che litiga con il canestro e non segna mai: non basta un super Jamison
Ferrara, 3 marzo 2008 - La vendetta è un piatto che va servito freddo, magari aspettando il momento migliore. E’ più o meno quello che ha fatto la Fileni Jesi che, dopo essersi vista soffiare proprio da Ferrara la sede per le Final Four, è venuta all’ombra del Castello estense ed ha rubato la marmellata ai padroni di casa. Morale della favola, la firma in calce alla quarta edizione della Coppa di Legadue è quella della Fileni, che iscrive il proprio nome dopo Capo d’Orlando, Scafati e Rieti. Vittoria meritata quella di Maggioli e compagni, che hanno avuto il merito di crederci sempre, anche quando il tabellone diceva il contrario e l’inerzia della gara sembrava saldamente nelle mani di Jamison e soci.
Partita strana quella dei padroni di casa, partiti con il piede giusto, messi subito in corsia di sorpasso da un Jamison straordinario e ben servito dai compagni e poi letteralmente scomparsi dal campo quando Farabello, sciagurato, ha commesso due ingenuità finendo in panca troppo presto con la museruola di 4 falli sul groppone. Quando poi, in aggiunta, ci si mette anche una serata da incubo di Andre Collins (3 su 19 al tiro), il quadro è completo e si capisce perché alla fine ad alzare la coppa al cielo è il team di coach Capobianco. La cronaca. Al primo assalto è Ferrara che prende le redini del match. Jamison imbavaglia Maggioli.
Allegretti colpisce benissimo sia da sotto che da fuori mentre sul fronte opposto sono Hoover e Moss a tenere in linea di galleggiamento Jesi. La Carife prova ad allungare nel secondo quarto, arriva a +10 ( 38-28) con un Jamison da urlo e servito benissimo dai compagni. Dopo il riposo la svolta clamorosa. Farabello commette in apertura il terzo fallo, poi un’ingenuità gratuita gli costa anche il quarto, va in panca e la luce si spegne di brutto. Da lì in poi ogni canestro ferrarese costa lacrime e sangue, gli esterni perdono lucidità, si incapponiscono nel tiro da fuori e dimenticano di avere sotto i cristalli Big Jamison.
Morale: Jesi comincia a crederci sul serio. Maestranzi ha il braccio d’oro e affonda colpi terribili dalla lunga distanza. Al 25’ (39-38) la gara è apertissima ma quei 5’ della Carife con un solo punto all’attivo sono un brutto campanello d’allarme. Masoni e Jamison ci mettono però una pezza e sullo slancio (31’ 53-45) si riaccende la speranza bianconera, ma la festa dura poco perché improvvisamente il canestro di Jesi diventa piccolissimo, Collins sbaglia tutto il possibile e in 9 minuti Ferrara mette insieme 4 punti faticosissimi. Il minimo sindacale per rallentare la Fileni e strapparle almeno il supplementare (57-57 al 40’). Ma nell’over time, con Farabello tristemente in panca e Collins in campo a sparacchiare senza ritegno, la Fileni fa ciao con la manina. Moss segna quando vuole, Maggioli perfeziona e il pubblico di Jesi comincia a cantare la sua gioia. La Carife si consola con un’organizzazione impeccabile, ma per la seconda volta Ferrara è costretta a guardare altri che alzano la Coppa al cielo.
62-72 d.t.s.
CARIFE FERRARA: Jamison 16, Farabello 8, Nnamaka 7, Allegretti 11, Masoni 6, Collins 9, Sacchetti 2, Foiera 3, Zanelli. Non entrato Mazzola. All. Valli
FILENI JESI: Maggioli 6, Hoover 7, Stijepovic, Rossini 7, Maestranzi 16, Farrington 5, Moss 21, Bonessio 1, Eliantonio, Cantarello 9. All.re Capobianco
Arbitri: Lanzarini, Pasetto, Caiazza.
Parziali: 16-15; 38-30; 51-45; 57-57.
Antisportivo a Maestranzi al 16’ (27-24). Uscito per falli Farabello al 39’.
Spetttaori circa 3.000 con folta rappresentanza ospite. Incasso euro 20.200.
di Stefano Rizzi
Il cantante siciliano arriverà a Ferrara con la sua tournèe teatrale sabato 15 marzo. Con lui, sul palco, un'orchesta di 23 elementi: jazz classico e funk i generi che troveranno spazio durante la serata.