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Ferrara

PROVVEDIMENTI ANTISMOG

Più polveri al giovedì: l'aria
condanna gli amministratori

I blocchi delle auto non abbassano i valori delle Pm10. Ma Enrica Canossa, responsabile della rete di monitoraggio della qualità dell'aria dell'Arpa, avverte che i risultati vanno valutati sull'intera settimana

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Smog in città Ferrara, 5 marzo 2008 - Al di là della coscienza ambientalista che alcuni hanno ed altri no, una cosa è certa: i giovedì senz’auto che da qualche anno caratterizzano una buona parte dell’inverno cittadino vengono vissuti dalla maggior parte delle persone come una medicina. Una medicina che risulta ancora più amara se il sacrificio che a metà settimana coinvolge l’organizzazione di intere famiglie non viene ricompensato dalla soddisfazione di aver fatto qualcosa di cui si vedono gli effetti.

 

Stiamo parlando dei dati relativi all’inquinamento atmosferico da polveri sottili, le cosiddette Pm10, che, ironia della sorta, quest’anno, proprio nei giovedì di blocco del traffico, hanno superato (tranne una volta su otto) il valore massimo consentito dalla legge di 50 microgrammi per metro cubo.
La situazione è sintetizzata nel grafico pubblicato sopra che riporta cifre facilmente verificabili da chiunque sul sito dell’Arpa, nella sezione dedicata alla qualità dell’aria. Non solo, ma ancora una volta sempre per ironia della sorte (che evidentemente sta dalla parte di chi vuole usare l’auto tutti i giorni), se fino al 10 gennaio, data di inizio dei blocchi del traffico al giovedì, c’era stato un solo superamento rispetto ai 50 microgrammi per metro cubo cui si accennava prima, alla data del 3 marzo, invece, i superamenti (in tutto, in un anno, ne sono consentiti 35) sono stati 31 a piazzale San Giovanni e 30 in corso Isonzo.

 

Ma proprio in relazione al posizionamento delle due centraline, arriva una prima precisazione dell’Arpa.
«Confrontando i dati — spiega Enrica Canossa, responsabile della rete di monitoraggio della qualità dell’aria —, si può notare come quasi sempre i valori più alti siano stati registrati in piazzale San Giovanni. Ciò perché questa centralina, a differenza di quella in corso Isonzo, si trova in un’area che, pur all’interno del centro abitato, nei giovedì senz’auto è comunque più trafficata dell’altra per via dei vari ‘corridoi’ dove si può circolare».

 

Significa che comunque meno traffico equivale a meno polveri?
«Che il traffico incida sulla produzione delle polveri sottili e di altri inquinanti dell’aria, è innegabile — risponde Canossa —. Va però chiarito, siamo i primi a sostenerlo, che la riduzione di Pm10 prodotta da uno stop alla circolazione è molto difficile da vedere, soprattutto prendendo in esame un solo giorno, come è stato fatto ponendo la lente di ingrandimento solo sui giovedì di blocco delle auto».

 

Insomma, sostiene Enrica Canossa, non ci si può aspettare di vedere risultati macroscopici anche perché «un’eventuale riduzione delle polveri sottili va rilevata, alla luce dei giorni di accumulo, esaminando l’intera settimana».

 

A far da padrona, chiarisce poi Canossa, è sempre la modulazione atmosferica che dalle nostre parti è, quanto a influssi sull’inquinamento atmosferico, la peggiore essendo spesso caratterizzata da assenza di ventosità e scarse precipitazioni.
«Quello che non sapremo mai — considera Enrica Canossa — è quali sarebbero stati i valori delle polveri sottili senza lo stop alle auto. Di certo, a favore dell’efficacia delle limitazioni del traffico, giocano i rilievi della qualità dell’aria del 2007, anno in cui al giovedì, rispetto alla media della settimana, c’è stata una riduzione, anche se modesta, (-5,7 per cento). Inoltre, non va dimenticato, che la riduzione più marcata e soprattutto più sistematica delle concentrazioni di Pm10 e anche di N02 (biossido d’azoto) si è avuta di domenica quando il traffico, compreso soprattutto quello pesante, è calato del 31 per cento a fronte di una diminuzione, al giovedì, solo del 18 per cento».

di Isabella Cattania

 

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