Ferrara, 11 marzo 2008 - VECCHIE case rurali ristrutturate e utilizzate coma abitazioni, ex stalle o fienili trasformati in villini di campagna ma anche tettoie, gazebo e manufatti precari. Quasi duemilioni in tutta Italia, più di 8.500 nella sola provincia ferrarese. Sono le cosidette «case fantasma», centinaia di edifici spesso abusivi, sparsi a Ferrara e in provincia, che non sono stati dichiarati al catasto. E che quindi sfuggono al fisco, in particolare all’Ici. Fabbricati che ufficialmente non esistono, ma che in realtà ci sono, eccome.
A SCOVARLI è stata l’Agenzia del Territorio che, attraverso foto aree e altri accertamenti fatti in collaborazione con l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), ha individuato costruzioni o ampliamenti di costruzioni che non risultano dichiarate in catasto. L’Agenzia ha quindi formato degli elenchi, Comune per Comune, contenenti gli identificativi catastali (foglio e particella) sui quali insistono questi presunti fabbricati chiedendo ai proprietari di dichiararli in Catasto entro 90 giorni dalla data di pubblicazione degli elenchi. La mappa ferrarese delle «case fantasma» parla di 8.526 fabbricati non denunciati: di questi, 1500 sono stati rilevati in città, circa settemila in provincia e ben 1034 sono «immobili per i quali siano venuti meno i requisiti di ruralità», cioè vecchi fienili o edifici rurali trasformati in villette e mai dichiarati uffiacialmente.
QUANTO potranno incassare i Comuni, sottoforma di ICI, dalla riemersione di questi immobili? «L’Agenzia del Territorio — spiega Enrico Scalambra, dirigente del servizio tributi del Comune di Ferrara — ha calcolato che, dalle varie attività di accertamento, il Comune potrà ricavare un maggiore gettito di un milione e mezzo di euro. Una previsione eccessivamente ottimistica — commenta il dirigente — visto che noi, dopo un calcolo più realistico, abbiamo rideterminato il maggior gettito in soli 569mila euro, dei quali solamente 80mila provenienti dalle cosidett‘case fantasma’, cioè non dichiarate in Catasto».
Com’è possibile uno scarto così vistoso? «E’ possibilissmo — spiega Scalambra — se lei pensa che, stando alle previsioni dell’Agenzia, avremmo divuto ricavare 429mila euro dall’adeguamento dei moltiplicatori per gli immobili di categoria ‘B’, cioè collegi, convitti, case di cura, caserme, biblioteche e cappelle, mentre i nostri calcoli parlano di poco più di 65mila euro». E’ ipotizzabile che questa cifra possa compensare il mancato introito conseguente alla riduzione dell’ICi sulla prima casa? «Niente affatto — risponde —: il minor gettiro verrà rimborsato dallo Stato».
DA UNA MINIERA D’ORO ad un piccolo forziere, dunque. Come conferma l’assessore all’urbanistica e al catasto Raffaele Atti, che invita a prendere con le pinze i dati diffusi dall’Agenzia: «In alcuni casi — spiega — possono esserci degli errori derivanti da una cattiva interpretazione delle foto aeree. Ci sono infatti casi di fabbricati regolarmente accatastati ma che, per vari motivi, non sono stati riportati nella mappa; o fabbricati che in realtà non sono tali. In altri casi ancora — continua Atti — possono essere state segnalate unità immobiliari che in realtà non richiedono l’accatastamento, come certe tettoie». Per questo, il Comune di Ferrara sta chiedendo ai privati di collaborare per segnalare eventuali errori o anomalie e ha iniziato un’opera di accertamento delle parricelle segnalate dall’Agenzia.
«Se, in seguito agli accertamenti di conformità, risulterà che il privato poteva realizzare il tal fabbricato — spiega ancora Atti — provvederemo ad irrogare una sanzione e a regolarizzare il manufatto; se invece verrà accertato che si tratti di una vera e propria opera abusiva, scatterà l’obbligo di demolizione».
Come potrà difendersi il privato che ritenga di aver ragione? «Potrà chiedere la non demolizione — risponde l’assessore all’urbanistica — ma la parola finale spetterà comunque ad una speciale commissione provinciale che, dopo un sopralluogo e l’analisi del singolo caso, potrà emanare una sanzione pari al doppio dell’incremento del valore dell’immobile».
Il consiglio è quello di rivolgersi quanto prima al Comune o al sito internet dell’Agenzia del Territorio per verificare i dati.
di Cristiano Bendin
Il cantante siciliano arriverà a Ferrara con la sua tournèe teatrale sabato 15 marzo. Con lui, sul palco, un'orchesta di 23 elementi: jazz classico e funk i generi che troveranno spazio durante la serata.