Ferrara, 17 marzo 2008 - Coraggio, alzi la mano chi a dieci minuti dalla fine del derby del 'Giglio' avrebbe scommesso un soldo bucato sulla Spal. Dei duecento ferraresi presenti, e delle centinaia collegate a vario titolo con lo stadio di Reggio, forse nessuno. La capolista stava vincendo per 2-0 senza strafare, e pur non umiliando la Spal, di fatto stava meritando la sua dodicesima vittoria interna. I biancazzurri schierati in versione difensiva da Alessio erano stati capaci di contenere per un tempo, poi erano crollati nei primi 10’ della ripresa. I due gol avevano tagliato loro le gambe, e la reazione era stata flebile, giusto un tiro dal limite del subentrato Sesa fuori di un palmo. La Reggiana si consentiva attimi di accademia, e dopo Martinetti (stiramento) sostituiva anche Alessi e Grieco, i suoi due perni un po’ acciaccati.
E faceva male. Chi conosce la Spal sa che a Bassano e al «Mazza» col Portogruaro i biancazzurri erano già stati capaci della doppia rimonta dallo 0-2 al 2-2. Quando prende due schiaffoni da un avversario serio, l’orgoglio della Spal si infiamma, quegli undici si incacchiano. Perchè accada solo sullo 0-2 e non anche sullo 0-0 con le piccole, è uno dei misteri gloriosi che aleggiano intorno a questa stramba squadra. Fatto è che preso coraggio su quella cannonata di Sesa la Spal si rianima e raddrizza il risultato in modo incredibile.
Si consuma tutto nello spazio di dieci minuti, tanti quanti a inizio ripresa erano serviti alla Reggiana per mettere in saccoccia il doppio vantaggio. Il primo squillo è di La Grotteria, che con un pregevole sinistro al volo costringe Ambrosio a una grande parata. Nemmeno un minuto e la magìa di Sesa, un cross di controbalzo pennellato per Agostinelli, trova il centravanti (fin lì poco incisivo) eccellente nel tagliare sul primo palo e infilare di sinistro. Altri 2’ e Mallus atterra da ultimo uomo lo stesso centravanti: sarebbe espulsione più punizione da ottima posizione, ma l’arbitro Marrocco ammonisce la punta per simulazione. La Reggiana si mette paura e arretra tutta. Altro errore.
Non è finita. Giorgi recupera a tempo scaduto un pallone in difesa e lo rilancia su Schiavon che imbecca in verticale Agostinelli. Qui Ago fa il suo vero capolavoro: finito a terra oltre la linea di fondo ha il riflesso di servire col sinistro La Grotteria a centro area per un 2-2 da infarto, visto che il tocco del gaucho è così molle che per poco Andersson non arriva a spazzarlo via. E’ il pari che conferma la Spal bestia nera dei granata e riconsegna la vetta al Bassano che liquida il Bellaria. I granata si infuriano con Giorgi che non ha messo fuori il pallone: Maschio è a terra dopo averlo perso. Ma Giorgi non aveva commesso fallo e al 92’ dopo qualche sceneggiata salva-risultato (ammoniti Alessi e Ambrosio per perdite di tempo) non si può pretendere.
Rimane la partita precedente, gli 80’ che hanno portato all’emozionante epilogo. Discorso semplice: schierata a 5-3-2 con abbondanza di difensori e un centrocampo senza cambio di passo, costretta a rinunciare al rapido Franchini per un virus intestinale dell’ultimo minuto, la Spal aveva contenuto senza grossi affanni per un tempo. Salvo cadere su calcio d’angolo con dieci suoi uomini in area, a conferma del fatto che non è il numero dei giocatori ma la qualità della loro attenzione a determinare la forza di un pacchetto arretrato. L’uno-due di Zini e Ingari in avvio di ripresa aveva sottolineato l’incongruenza di quel sistema di gioco, che già nel primo tempo, pur consentendo alla Spal di limitare i danni, le aveva impedito di organizzare una manovra ficcante. Decisive sono state, oltre alla sufficienza reggiana, le correzioni di Alessio, che ha chiuso a 3-4-1-2, con Sesa dietro le punte e Furlanetto e Rossi esterni al posto di Ghetti e Bianchi. Altra predispozione offensiva, è chiaro. Proprio l’ala romagnola ha iniziato a cambiar volto alla partita, e i compagni gli sono venuti dietro.
Il punto non risolverà la lunga crisi (9 partite senza vittoria: proprio come lo scorso anno), ma almeno ridà morale e fiducia, con la speranza di sbloccarsi sabato, in casa col Gubbio. Poi le rivali hanno frenato, e anche questa è una bella notizia. Reggio come Bassano all’andata? Chissà, chissà...
2-2
REGGIANA: Ambrosio, Mallus, Caselli, Grieco (30’ s.t. Malpeli), Zini, Stefani, Martinetti, Maschio, Ingari, Alessi (16’ s.t. Ruffini), Martinetti (1’ s.t. Catellani) All. Pane. A disp.: 12. Tomasig, 13. Fiuzzi, 17. Migliaccio, 18, Cingolani.
SPAL: Careri, Ghetti, Bianchi (10’ s.t. Sesa), Giorgi, Servidei (33’ s.t. Furlanetto), Specchia, Schiavon, Barbi, Agostinelli, La Grotteria, Chadi (16’ s.t. Rossi). All. Alessio. A disp.: 12. Millemaggi, 13. Gianella, 15. Lazzeri, 17. Fonjock.
Arbitro: Marrocco di Pisa.
Marcatori: s.t. 3’ Zini, 9’ Ingari, 37’ Agostinelli, 47’ La Grotteria.
Note: spettatori 3800 circa (2296 paganti più 1235 abbonati), di cui 160 spallini, per un incasso di 35988 euro. Ammoniti Alessi, Ambrosio, Anderson, Chadi, Bianchi e Agostinelli. Calci d’angolo 4-1 per la Reggiana.
di Mauro Malaguti
Il cantante siciliano arriverà a Ferrara con la sua tournèe teatrale sabato 15 marzo. Con lui, sul palco, un'orchesta di 23 elementi: jazz classico e funk i generi che troveranno spazio durante la serata.