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Ferrara

IL MISTERO DEL PO

Ritrovato sull'argine il corpo
carbonizzato di una donna

Decomposto, nudo e in posizione prona, è stato rinvenuto a Zocca di Ro. Gli inquirenti: "Omicidio e occultamento di cadavere". Gran parte del corpo, nascosto da un tronco, è bruciato: solo un braccio e una mano sono integri

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Cadavere Ferrara, 26 marzo 2008 - UN BRACCIO davanti al volto, quasi a proteggersi. Insieme alla mano è l’unica parte del corpo non bruciata del cadavere ritrovato lunedì sera sull’argine del Po a Zocca di Ro, seminascosto sotto un tronco. Dai primi riscontri si tratterebbe di una donna, giovane, giovanissima, 15-20 anni al massimo, carnagione chiara (dalla pelle rimasta sull’arto), con nelle unghie residui di smalto. E questa volta il Po sembra proprio non c’entrarci. Quel corpo non sarebbe stato trascinato dal fiume bensì abbandonato da qualcuno, ucciso forse sul posto oppure altrove ed abbandonato successivamente sull’argine. Questa la pista battuta dagli inquirenti, certi che si tratti di un omicidio e di occultamento di cadavere.

 

CADAVERE. Si è svegliata avvolta nel mistero ieri la piccola comunità di Zocca, una decina di chilometri da Copparo. A dare l’allarme sono stati alcuni ragazzi, lunedì sera, a passeggio con il cane sulla Destra Po, la ciclabile che collega Stellata con Gorino e che fa parte della rete europea Euro Velo.
Il corpo, minuto, si trovava sotto la carcassa di un tronco di albero annerito dal fuoco. Il piccolo teschio presenta delle bruciature, così come la maggior parte del corpo. Il braccio destro è l’unico con ancora attaccata la pelle. «E’ praticamente uno scheletro», diceva ieri un inquirente. La corporatura minuta, le mani piccole e lo smalto sulle unghie farebbero pensare ad una ragazza giovane anche per via della completa dentatura intatta e forte. Sulla razza non si sa nulla. La donna è stata trovata completamente nuda (nella zona non c’erano vestiti), in posizione prona e piuttosto scomposta.

 

ABBANDONATA. Il cadavere sarebbe lì da una decina di giorni, in gran parte decomposto dal tempo e mangiato dagli animali. Il fiume è lontano circa duecento metri cosa che porterebbe ad escludere che il morto sia finito lì trascinato dalle correnti. «Piene in questa zona non ci sono — spiegava ieri il maggiore Alessandro Mingozzi, comandante della Compagnia di Copparo, che insieme al comando provinciale di Ferrara e ai Ris, sta dirigendo le indagini — ed escluderei che sia stato portato dal fiume. Dovrebbe trattarsi di un occultamento di cadavere o di un omicidio».
I primi rilievi l’Arma li ha fatti già lunedì sera per poi fermarsi per la notte e riprendere ieri mattina. Sul posto si è recato subito anche il sostituto procuratore della Repubblica, Barbara Cavallo, che coordina l’inchiesta e che ieri ha dato incarico al medico legale Stefano Malaguti di procedere con l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni. Sempre ieri, alle 11, al comando provinciale estense si è svolto un primo summit per fare il punto della situazione: allo stesso hanno partecipato anche i militari del Ris di Parma ai quali è stato dato il compito di effettuare tutti gli accertamenti biologici e scientifici. I resti della donna sono stati trasportati all’istituto di medicina legale del Sant’Anna.

 

TRACCIA DI RUOTA. Ad un metro dal corpo i carabinieri hanno rilevato la traccia di una ruota di veicolo, presumibilmente una macchina. Ciò - ma al momento è una ipotesi - porterebbe a pensare a qualcuno che ha abbandonato il cadavere sull’argine dopo averlo caricato (e forse trasportato) sulla propria auto. Una volta sul posto poi, per cancellare ogni traccia, ha appiccato l’incendio.

di Nicola Bianchi

 

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