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ERMITAGE ITALIA

Un Castello per il Garofalo

Ultimi preparativi per la grande mostra che si inaugura il 4 aprile. Per la prima volta di potranno ammirare molte tele del maestro ferrarese, disperse da più di 300 anni. Tra queste, una tela dipinta per il convento di San Bernardino, finita nel museo di Khabarovsk in Siberia
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Castello Estense Ferrara, 29 marzo 2008 - ERMITAGE ITALIA è quasi pronta al debutto. Manca infatti solo una settimana al taglio del nastro della prima mostra che la Fondazione ferrarese, filiale italiana del grande museo di San Pietroburgo, metterà in vetrina dal 4 aprile nei saloni del Castello Estense. Intitolata ‘Garofalo, pittore della Ferrara estense’ l’esposizione è destinata ad aprire una nuova, straordinaria, stagione di collaborazione artistica, scientifica e culturale tra la città e i suoi partner russi, dopo il battesimo del progetto, avvenuto il 20 ottobre scorso alla presenza del Capo dello Stato.

 

UN PROGETTO di respiro davvero internazionale, proprio come la mostra sul Garofalo, il primo evento monografico mai dedicato ad uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano. Curata da Tatiana Kustodieva (capo del Dipartimento ricerche per l’Europa occidentale dell’Ermitage) e da Mauro Lucco (docente di storia dell’arte moderna all’università di Bologna) l’esposizione riporterà a Ferrara, per la prima volta dopo oltre trecento anni, una passerella di opere eccezionali, tele e tavole di diverse dimensioni, antico patrimonio della città, disperse dopo la Devoluzione del Ducato alla Chiesa e finite, lungo i percorsi dei grandi collezionisti e dei mercanti d’arte tra il XVII e il XIX secolo, nelle gallerie e nelle dimore di mecenati e principi europei. Un nucleo formidabile di questi dipinti è custodito, dai tempi dello zar Pietro il Grande, al museo Ermitage di San Pietroburgo, al Puskin di Mosca e addiritttura in Siberia, nel museo statale di Khabarovsk. Proprio da qui arriverà una delle tele più emozionanti del maestro ferrarese: il Miracolo dei pani e dei pesci che nel 1931 venne trasferita dalle rive della Neva fino in Siberia.

 

DIPINTA INTORNO al 1530 questa tela faceva parte di un gruppo di quattro dipinti realizzati dal Garofalo per il convento di San Bernardino, oggi scomparso. Tutte queste opere, assieme a molte altre prestate dai più grandi musei del mondo, torneranno ora per la prima volta nella città dove furono create: un avvenimento assolutamente eccezionale, che ha il sapore di un raffinato tributo del museo russo alla città che lo ha accolto.

 

NEI SALONI del Castello, intanto, molte opere sono già arrivate e le operazioni di allestimento curate dall’architetto romano Michelangelo Lupo sono entrate nel vivo. Tra lunedì e martedì è attesa anche la tela di Khabarovsk che, per arrivare dalla Siberia, è stata trasportata prima in aereo e poi caricata su un trasporto speciale. E di pari passo con l’allestimento della mostra vanno anche le operazioni di preparazione del vernissage di venerdì pomeriggio (ore 18) che vedrà in arrivo una nutritissima schiera di ospiti ed autorità. In testa alla lista (l’indiscrezione è di ieri mattina) è prevista anche la presenza di Svetlana Vladimirovna Medvedeva, consorte del nuovo premier russo Dmitri Medvedev.

di Andrea Ghisellini

 

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