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Casa di Riposo, protesta per l'appalto
I familiari scrivono a Sateriale

Esposto dei familiari: "Con un blitz, estesa la privatizzazione della struttura". Denuncia, dal primo maggio anche il quarto nucleo in gestione alle coop: "Scelta da rigettare"
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Casa di Riposo Ferrara, 2 aprile 2008 - E’ DATATA 1° APRILE, ma è tutt’altro che uno scherzo, la lettera di protesta che i familiari dei degenti della Casa di Riposo comunale di via Ripagrande hanno indirizzato ieri al sindaco Gaetano Sateriale, ai vertici del Centro Servizi alla Persona ed ai Comuni soci dell’azienda speciale: «Rigettiamo con forza l’esternalizzazione dell’assistenza tutelare del IV nucleo». Nei giorni scorsi, infatti, con quello che ai cittadini è parso un autentico colpo di mano, il consiglio d’amministrazione della Casa di Riposo ha annunciato la decisione di cedere ai privati la gestione anche del quarto nucleo assistenziale, dopo i primi tre che fra molte polemiche erano stati assegnati alle coop Cidas e Serena nel gennaio 2006.

 

Un’operazione, motivata all’epoca dalla situazione di gravissimo sbilancio economico della struttura protetta comunale, su cui i familiari dei degenti esprimono un giudizio netto: «La valutazione diretta e quotidiana della qualità erogata dal gestore degli attuali tre nuclei esternalizzati — si legge nel documento — ci portano ad affermare, in contrasto con quanto enunciato dal dirigente nella recente riunione, che l’estensione dell’appalto non è garanzia di efficienza e qualità assistenziale, né rappresenta la soluzione alla temporaneità degli incarichi».

 

Anzi, nella lettera al sindaco e all’assessore alla Sanità, i cittadini denunciano anche l’inosservanza del capitolato d'appalto: «Non viene assicurato il contenimento del turn over: la media rilevata è del 23%, con un massimo del 41%; viene inoltre utilizzato personale senza la qualifica prevista e richiesta». A ciò si aggiungono i problemi oggetto, già nel 2006, di dure accuse dal sindacato: tra il personale delle due cooperative, e quello che effettua la gestione diretta alle dipendenze del Comune, ci sono differenze normative e salariali eclatanti. Si va dai 1150 euro mensili medi di un lavoratore pubblico agli 850 circa che vengono percepiti, a parità di mansioni ed orari, da un dipendente privato. Malgrado questi aspetti irrisolti, la determinazione del Centro Servizi alle Persona è come detto di estendere l’esternalizzazione della Casa di Riposo di via Ripagrande: l’ipotesi è di avviare questa gestione già a partire dal prossimo 1° maggio, e con ogni probabilità si tratterebbe di affidamento automatico dell’appalto a favore della coop Serena (che oggi gestisce un nucleo assistenziale contro i due della consociata Cidas).

 

Ma la protesta è ferma, i toni civili quanto severi: i cittadini infatti riconoscono alla struttura di via Ripagrande «un ruolo fondamentale e prezioso nel panorama assistenziale dalla provincia di Ferrara»; ma proprio per questo motivo, dichiarano, «l’amministrazione pubblica non deve perdere la possibilità di mantenere uno dei punti di riferimento di eccellenza in questi servizi. Perchè se si perde anche questa occasione, a Ferrara non ci sarà più un punto di eccellenza, interamente a gestione diretta e pubblica, che possa essere d’esempio e di stimolo per il privato».

 

L’esternalizzazione del quarto nucleo della Casa di Riposo (che riguarderebbe un’altra trentina degli attuali ospiti della struttura, che accoglie oggi circa 170 anziani), in pratica sarebbe anticamera della completa privatizzazione della struttura comunale; la gestione diretta sarebbe mantenuta solo per il cosiddetto reparto Alzheimer e per l’area ad alta intensità assistenziale. Per il resto invece tutto sarebbe in mano alle cooperative: nei cui confronti i cittadini non hanno pregiudizi, ma il cui intervento non avrebbe assicurato «nè la stabilità degli operatori, né la modulazione degli standard di personale in funzione delle criticità che possono determinarsi — chiude la lettera, indirizzata anche ai presidenti delle Circoscrizioni ed ai sindaci di Masi Torello e Voghiera —, né il recupero sul versante del disavanzo economico».


di Stefano Lolli










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