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L'EVENTO

"La mostra su Garofalo? Degna di una capitale"

Il Castello ospita lo straordinario omaggio di Ermitage Italia al Garofalo. Il taglio del nastro è andato in scena con tre first lady ed una principessa. Le porte resteranno aperte fino al 6 luglio

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Inaugurazione Ermitage Ferrara, 5 aprile 2008 - «LA MOSTRA su Garofalo è un’occasione straordinaria per confermare che anche la diffusione e la promozione, in Europa e nel mondo, della nostra cultura, dell’interesse per l’arte ed il sapere, non riguardano soltanto le grandi capitali come Roma, Firenze o Venezia, ma sono un patrimonio comune del nostro Paese. Tanto più oggi quando, nelle relazioni internazionali, proprio grazie alla cultura si può arrivare dove la diplomazia non arriva: una chiave senza paragoni per avvicinare idee e popoli, per farli conoscere e dialogare».

PAROLA DI Andrea Marcucci, sottosegretario ai Beni e alle attività culturali nel governo Prodi che ieri mattina - nel breve briefing di presentazione nella sala dell’Imbarcadero - ha riassunto così l’importanza di un evento come la mostra sul grande Maestro ferrarese, inaugurata ieri pomeriggio alle 18 con una solenne cerimonia nel cortile del Castello estense.

UN’OPINIONE condivisa dai curatori, dagli amministratori ferraresi e dai partner di Ermitage Italia, la Fondazione nata il 20 ottobre scorso che, con questa mostra, ha inaugurato una nuova stagione di relazioni culturali e scientifiche tra la città e i suoi partner di San Pietroburgo.

«PER NOI si tratta di un appuntamento importantissimo, la dimostrazione di come sarà il rapporto tra l’Ermitage e i suoi nuovi amici ferraresi — sottolinea Michail Piotrovskij, presidente del Comitato Scientifico di Ermitage Italia e direttore del grande museo sulla Neva — Non a caso a questa inaugurazione sono presenti tutti i vertici del nostro istituto, oltre alle nostre autorità. La scelta di Ferrara come sede italiana dell’Ermitage è un riconoscimento per il ruolo internazionale della città e della sua regione. Un fatto importante perchè non solo apre uno straordinario canale di dialogo interculturale e rende accessibili al pubblico opere d’arte italiane conservate a San Pietroburgo, ma anche perchè avvia una proficua collaborazione con altri musei d’Europa. Risultati che sono l’obiettivo prioritario del nostro progetto, proprio così come lo avevamo concepito. Siamo sulla strada giusta e percorrerla sarà un vero piacere».

SODDISFATTO ed emozionato anche il presidente della Provincia Giorgio Dall’Acqua, numero uno del cda della Fondazione, che ieri nel cortile del Castello ha fatto da padrone di casa durante il vernissage della mostra. «Abbiamo organizzato un evento, una mostra formidabile — ha detto Dall’Acqua — La prima pensata e curata in modo organico su questo grande maestro e sull’Officina Ferrarese del Cinquecento. Un’occasione straordinaria per la nostra città e il suo territorio, crocevia di scambi scientifici, artistici e culturali di livello internazionale».

UN RUOLO che piace molto al sindaco Gaetano Sateriale. «Garofalo è stato il pittore ferrarese che forse più di ogni altro testimonia un periodo essenziale della storia di Ferrara, quella fase di straordinaria trasformazione da città medievale a capitale rinascimentale — sottolinea Sateriale — Nascevano palazzi, chiese, conventi. E c’era bisogno di artisti per decorarli. Così, dopo aver ricordato Dosso Dossi, Tura e l’Officina ferrarese del Quattrocento, oggi celebriamo Garofalo e il Cinquecento: una stagione da capitale, che con questa mostra possiamo far rivivere».

di Andrea Ghisellini










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