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IL CASO

Un intero mese all'obitorio
La famiglia: "Ora la verità"

E' finita l'odissea di Gualtiero Monti il cui corpo, dal 13 marzo, è rimasto nella cella frigorifera del Sant’Anna in attesa di essere sottoposto a un’autopsia continuamente rinviata. La vittima era morta dopo un intervento al cervello

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Infermiere al lavoro Ferrara, 8 aprile 2008 - E’ finita l'odissea della famiglia del ravennate Gualtiero Monti il cui corpo, dal 13 marzo, è rimasto nella cella frigorifera del Sant’Anna in attesa di essere sottoposto a un’autopsia continuamente rinviata. Prima per avvertire i medici che lo hanno avuto in cura e che potrebbero venir coinvolti in un ipotetico procedimento giudiziario nel caso emergesse una loro responsabilità nel decesso e poi per un’eccezione che è stata presentata proprio ieri al procuratore capo di Rovigo Lorenzo Zen.

 

Un’eccezione in cui, in sostanza, alcuni dei legali che assistono i medici hanno avanzato l’ipotesi che il fascicolo sia di competenza della procura ferrarese perché è proprio nel capoluogo emiliano che è morto l’operaio 57enne, a un anno di distanza da un grave incidente che lo vide coinvolto in A13. I familiari vogliono chiarezza sul decesso, avvenuto dopo un periodo in cui il 57enne era sembrato riprendersi dai gravi traumi. Ma a gennaio, secondo i parenti, è successo qualcosa. L’uomo, per mesi anche al San Giorgio, è tornato al Sant’Anna per un’operazione che doveva servire a drenare il liquido accumulato all’interno del cervello e, quando è uscito dalla sala operatoria, ha iniziato a peggiorare fino alla morte.

 

Proprio per questo la Procura, su richiesta dei familiari, ha deciso di non concedere il nulla osta alla sepoltura avvisando i medici che hanno avuto in cura l’uomo e perciò il diritto a nominare un perito di parte nell’autopsia che, per ora, non ha ancora una data. E tutto non per disguidi della Procura polesana ma per i tempi della giustizia che non sono certo brevi, anche a causa dei tanti cavilli che esistono. Poi l’eccezione dei legali dei medici che, proprio in tarda mattinata, si sono recati nello studio del procuratore capo dove, finalmente, si è riuscita a dirimere la matassa.

 

Codice penale alla mano, infatti, tutte le parti in causa hanno concordato che la perizia sul cadavere può essere disposta dalla Procura rodigina e mantenere tutta la sua validità anche se il fascicolo dovesse poi venire trasmesso a Ferrara. E così il corpo di Gualtiero Monti sarà sottoposto ad autopsia giovedì mattina. Esame autoptico a cui, ovviamente, parteciperanno sia i perito dei medici che sono stati ‘avvisati’ dalla Procura che quello dell’uomo che ha provocato l’incidente che, più di un anno fa, ridusse in fin di vita l’operaio. Un esame che servirà a capire se il decesso sia da correlarsi alle ferite riportate allora o ad altre cause. Ad essere stati avvisati dalla procura rodigina sono 4 medici, sia del Sant’Anna che del San Giorgio.

 

"Credo fosse fondamentale restituire ai familiari il corpo del loro caro - spiega il procuratore capo Lorenzo Zen - e, con un atto urgente, siamo riusciti a fissare la perizia per giovedì. Poi verrà firmato il nulla osta e si potranno celebrare le esequie". Le ferite riportate dal ravennate si dimostrarono subito molto gravi. L’operaio dell’Acmar stava eseguendo dei lavori di manutenzione lungo l’autostrada quando venne investito da un autocarro dell’impresa per cui lavorava, tamponato da un camion.

 

Poi la corsa in ospedale e il ricovero. L’episodio avvenne in A13 all’altezza di Fiesso dove il conducente di un autocarro perse il controllo del veicolo che invase il cantiere dove stava operando il 57enne. Il mezzo pesante terminò poi la propria corsa contro il mezzo di servizio dell’impresa che, a sua volta, investì l’operaio a terra.

 

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