Ferrara, 14 aprile 2008 - ANCHE FERRARA tira il... freno nell’affluenza ai seggi. Ieri sera alle 22, la percentuale dei votanti si è attestata su scala provinciale al 70,64%: oltre quattro punti in meno rispetto al 9 aprile 2006, quando alla stessa ora aveva votato il 74,87% degli elettori. C’è tempo ovviamente per rimediare, visto che oggi le urne saranno aperte sino alle 15. Ma il dato, che colloca la nostra provincia al 9° posto in Italia, ha attivato un campanello d’allarme pur ancora lieve. Per i Comuni, in vetta alla graduatoria Masi Torello (73,43%) davanti a Vigarano (73,16%) e Ferrara (72,91%), in coda invece Comacchio col 60,35%. Eppure le premesse erano ben diverse: alle 12 col 24,25% eravamo in cima alla graduatoria davanti a Bologna (23,5%). Rispetto al primo parziale del 2006, già a mezzogiorno aveva votato l’1,5% in meno: però in cinque Comuni (Jolanda, Mesola, Mirabello, Ro e Voghiera) si registrava un lieve incremento, poi svanito. L’affluenza più consistente alle 12 era in città (26,88%), la più bassa a Comacchio (18,51%).
Già al ‘parziale’ delle 19, Ferrara era rientrata nei ranghi attestandosi al 4° posto in Italia: l’affluenza complessiva era del 59,4% (oltre 3 punti in meno del 2006), con picco positivo a Voghiera col 63,18% e negativo a Comacchio col 48,78%. Scorrendo l’album della prima giornata elettorale, tra gli spunti più curiosi le proteste alle scuole Guarini di via Bellaria, dove i seggi sono stati trasferiti al piano superiore: ciò ha costretto molti anziani a fare la coda... per l’ascensore (manovrato da un addetto ai seggi) prima ancora di fare la seconda fila per votare.
Un po’ di tensione a Coronella, dove tra un presidente e alcuni rappresentanti di lista è insorta — per usare un eufemismo — qualche rigidità che ha portato alla decisione di verbalizzare tutto, anche le incombenze più marginali.
Bizzarra una protesta a Cento, dove un cittadino barese, di passaggio all’ombra del Guercino, è entrato in un seggio esibendo la tessera elettorale e chiedendo di poter votare. Alla risposta che era impossibile, l’uomo ha protestato vibratamente: «Ma non siamo sempre in Italia!», ha gridato.
Qualche polemica, non sfociata in atti ufficiali, per alcuni giornali di partito lasciati ‘involontariamente’ aperti da ignoti su seggiole e tavolini in prossimità dei seggi, con il voto in pieno svolgimento. Una forma di propaganda subliminale, riferita immediatamente alla Prefettura da cui è partito l’input più sensato: far sparire subito i giornali che rischiavano di apparire come manifesti elettorali abusivi. Gestita all’insegna del buon senso anche una prassi che ieri, per la prima volta, si è manifestata seppure in modo sporadico: il cosiddetto ‘astensionismo attivo’. In vari seggi di città e provincia, alcuni elettori si sono presentati alle urne, hanno esibito tessera elettorale e documenti, ma poi hanno rifiutato di ritirare le schede (senza neppure toccarla, perchè in questo caso sarebbero stati obbligati a entrare in cabina), chiedendo che fosse messo a verbale il loro non voto. Una ‘strategia’ per essere comunque conteggiati nel cumulo degli elettori. I presidenti, impegnati a far rispettare anche il divieto per i telefonini, hanno badato che nelle loro dichiarazioni non ci fossero estremi di apologia e propaganda politica. Per quanto riguarda i ‘big’, i principali candidati sono stati molto mattinieri. Tra i primi ai seggi Sandro Bratti, in corsa alla Camera per il Pd, che alle 9.30 si è recato all’Itis; mezz’ora dopo è toccato a Alberto Balboni, senatore di An ricandidato dal Pdl, che ha votato in via Cisterna del Follo mentre Dario Franceschini, vicesegretario nazionale del Pd, si è presentato assieme alla moglie Silvia Bombardi alle 11.30 nel seggio alle scuole Alda Costa.
di Stefano Lolli
Il cantante melodico napoletano si esibirà in città venerdì 16 maggio. Si tratta di un vero show che Gigi sta portando in tutta Italia: “A gentile richiesta …Mi faccio in quattro”