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Alessio "abbandona" il rifinitore

E' la sorpresa annunciata: cercherà la fisionomia definitiva con il 4-4-2. Il punto fermo: "Sesa ci sarà utilissimo per sparigliare le carte in corsa. Ma la squadra fatica a innescarlo e sugli esterni andiamo più facilmente"
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Angelo Alessio Ferrara, 15 aprile 2008 - C’È MODO E MODO di arrivare ai playoff, e c’è modo e modo di vincerli e perderli. L’anno passato la Spal ci arrivò bene, vincendo quattro scontri diretti nelle ultime quattro partite e strappando la terza piazza. Poi li perse, con un poco di demerito e un poco di sfortuna, ma li perse. Quest’anno la fine della storia non è ancora scritta. E la speranza dei tifosi ferraresi è che accada l’opposto rispetto ad allora. Cioè che la Spal magari arranchi per accedere agli spareggi, ma una volta dentro faccia strage. E’ già successo a suo danno (Como docet) e potrebbe accadere, chissà, anche a suo favore.

 

Di sicuro la Spal contro la Sansovino ha preso la strada giusta per differenziarsi rispetto alla stagione di Leo Rossi. Nel senso che, sempre che li conquisti, a questi playoff sembra avvicinarsi a fari più che spenti.
Sul piano dei risultati, in tutto il 2008 i biancazzurri hanno vinto una sola partita su dodici superando il Gubbio. E dopo Natale hanno raccolto 2 punti con Buglio, 1 con Labardi e 7 con Alessio, per un modestissimo totale di 10 sui 36 a disposizione.

 

Sul piano della crescita della squadra in proiezione playoff, l’avvento di Alessio aveva lanciato qualche segnale interessante che il primo tempo di Giulianova e la gara contro la Sansovino si sono incaricati di mettere bruscamente in dubbio.

 

La Spal di oggi è una squadra che sembrava avviata verso una graduale conquista della giusta identità e che ha in apparenza interrotto quel processo. Lo stesso tecnico, mischiando continuamente le carte, forse non l’ha aiutata su questa via.

 

Però dopo il 2-2 di domenica, nell’annunciare una «sorpresa», Alessio ha lanciato un messaggio che ieri ha precisato: «Dopo aver conosciuto il mio organico e cercato di capire il modo migliore con cui schierarlo, adesso ho le idee chiare e penso come allenatore di poter incidere di più. D’ora in poi invertirò i termini della nostra formazione. Inizialmente intendo «bloccarla» a 4-4-2, con due punte, due esterni e senza rifinitore. Non per colpe di Sesa, perchè domenica è stata la squadra tutta a mancare e non il suo capitano. Ma in questa fase siamo più compensati con l’altro sistema, giocando sugli esterni dove ho Furlanetto, Franchini, Rossi e all’occorrenza anche Fonjock che ha gamba per quel ruolo. Alcuni di loro sono freschi. A Sesa chiedo una cosa per me importantissima: se questa sarà la via, se il campo la confermerà, perchè deve essere il campo a dirmi che le cose stanno come penso, lui mi deve sparigliare le carte quando entra. Lo ha fatto benissimo a Reggio Emilia e si potrà ripetere e anche divertire».

 

C’è un punto sul quale però Alessio non transige: «Io in questa squadra ho grande fiducia. Vedrete che al momento giusto nessuno si tirerà indietro e tutti daranno il massimo di quel che hanno da dare, anche in un singolo minuto. Con tutti i nostri difetti e i nostri problemi possiamo gicarci la C1 alla grande. Quando verranno le partite che contano sono certo che i ragazzi non ci deluderanno».

di Mauro Malaguti

 

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