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POLITICHE 2008 / I PRIMI BILANCI

Balboni brinda al successo:
"Sarò portavoce dello schieramento"
Zappaterra: "Il Pd è la prima forza"

L'avvocato ferrarese: "Stavolta non rappresenterò soltanto An". Gioisce anche la Lega: "Ci ha premiato il lavoro svolto sul territorio". Il Pd: "Siamo  in lutto e preoccupati ma su scala provinciale ci siamo consolidati come prima forza"
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Balboni Ferrara, 15 aprile 2008 - IL PRIMO a saltare è stato il tappo della bottiglia di spumante («brindiamo italiano» ha sottolineato qualcuno) che nella sede di An avevano preparato per l’elezione in Senato, la terza, di Alberto Balboni.

 

Che quella bottiglia ieri sera venisse stappata era certo fin dall’annuncio della candidatura di Balboni, avvocato, 49 anni, da 30 nel partito di Almirante prima e di Fini poi. Ma solo verso le 20, quando la vittoria del Popolo della libertà cominciava ad avere sempre più conferme, nella sede del partito di via Garibaldi si è deciso di alzare i calici, per festeggiare oltre al ritorno di Balboni a palazzo Madama, quello del centrodestra a palazzo Chigi.
Pioveva a dirotto quando si è iniziato a versare lo spumante mentre il cellulare del tre volte parlamentare non cessava di suonare dando così voce ora a chi si voleva complimentare, ora a chi dai vari seggi del territorio ha tenuto costantemente informato il senatore sull’andamento dei risultati.

 

Un compito, quello di navigare tra le prime proiezioni, spettato a inizio pomeriggio al figlio quindicenne Alessandro.
«Non mi ha potuto votare, ma mi ha aiutato a trovare su internet i risultati» il commento del senatore che prima di sorseggiare lo spumante ha voluto ‘battere’ il bicchiere anche contro quello della moglie Stefania.
«Sono l’unico parlamentare del Pdl della provincia di Ferrara — ha detto Balboni — e questa volta, oltre a rappresentare gli elettori del partito dove milito da quando ero ragazzo, avrò l’onore di essere il portavoce di uno schieramento molto più vasto. Ed è questo un compito che affronterò con molta umiltà».
Ma tra Forza Italia e Alleanza nazionale ci sarà allora la fusione?
«Visti i risultati, sono convinto che il progetto del Popolo della libertà andrà avanti» la risposta di Balboni, confermata dall’altro vincitore di queste elezioni, il coordinatore provinciale di Forza Italia Giorgio Dragotto per il quale «sarà comunque un percorso lungo mesi».
Dragotto in questa sera di pioggia torrenziale... non solo di voti, ha voluto innanzitutto sottolineare che «Berlusconi esce vincitore in maniera assoluta».
E la grandissima affermazione della Lega Nord, ha rimarcato, ne è una prova.
«Ci ha premiato l’attività che abbiamo svolto sul territorio» l’esordio del segretario provinciale della Lega Nord Giovanni Cavicchi che, pur avendone ben motivo (in certi comuni i voti sono addirittura triplicati) al brindisi ha preferito, indicando lo scenario con un pizzico di ironia, restare a godersi «lo spettacolo di piazza Municipale deserta».
Eppure, ammette, è proprio Ferrara che gli causa qualche cruccio: «In città — ha analizzato — non abbiamo avuto i numeri che possiamo vantare in altre parti».

 

Rammaricato e felice nello stesso tempo il portavoce comunale della Destra Luca Teodori. «Sono dispiaciutissimo del fatto che non avremo rappresentanti in Parlamento — ha commentato — ma esulto per la media provinciale ottenuta che si attesta attorno al 3 per cento. Questo ci permetterà di fare tutta una serie di valutazioni per le prossime amministrative: potremo decidere di dare la nostra collaborazione ai partiti che non si riconoscono nella sinistra ma anche di valutare se presentare nostri candidati. Penso poi, e mi riferisco alla Fiamma, che a livello locale possa avviarsi un processo di aggregazione: è inutile dividerci».

di Isabella Cattania

 

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