Un pescatore di Goro, incoraggiato da una robusta dose di alcol, ha perso il controllo della sua potente automobile, travolgendo due ragazzi davanti al locale "Al Barin" che sono miracolosamente vivi
Ferrara, 25 aprile 2008 - PRIMA DI PERDERE il controllo della Porsche, ha sgommato a lungo sulla piazza intitolata a Palmiro Togliatti, a Goro. Erano le 22.40 dell’altra sera, quando Enrico Freguia, 26 anni, pescatore di Mesola, incoraggiato da una robusta dose di alcol ha dato vita al rodeo meccanico con riprese e sgommate in solitaria. Alcol e 240 cavalli di potenza mostruosa da dominare, una miscela esplosiva. Da «Al Barin», il locale sulla sulla via Provinciale contro il quale si sarebbe schiantato di lì a poco travolgendo due ragazzi, miracolosamente vivi, sentivano virtuosismi e prodezze dei cavalli vapore. Poi, poco prima delle 23, il rombo del motore al massimo dei giri è fatto più vicino. Un ultimo ruggito per la ripresa da 50 metri e il balzo finale con cui ha ‘saltato’ di colpo incrocio e Provinciale planando contro la vetrata del bar. Uno schianto micidiale, una pioggia di vetri e ferro sotto la quale sono finiti Massimiliano Turra, 32 anni, che era uscito per fumarsi una sigaretta e Sara Ferrari, 23 anni, che «Al Barin» stava invece entrando per comprare le sigarette.
I due giovani, sono stati scagliati a terra e ricoperti da centinaia di piccoli frammenti di vetro e da pezzi di ferro della struttura portante. Un terzo ragazzo, Roberto Mancin che stava parlando con Turra, si è salvato tuffandosi letteralmente tra i vasi. Lui, il pilota da rodeo è sceso dalla Porsche in stato confusionale, ma senza un graffio ed è rimasto accanto alla macchina, intontito e capace soltanto di ripetere le proprie scuse a chiunque gli si avvicinasse.
«Era sconvolto — confida Andrea Curti, figlio di Filippo Curti proprietario e gestore del locale —: io ero nell’entrata e ho proprio visto la Porsche in faccia, venire dentro, tanto che qualche pezzo di vetro e ferro mi ha colpito alla gamba. Ma ho cercato di aiutare i due ragazzi, erano feriti, ma non mi ricordo granché, la confusione era tanta. Non si capiva più niente».
In attesa dell’ambulanza, sono arrivati anche i due medici del paese, Fabio Magon e Anna Lucia Maestri: «Voglio ringraziare loro — dice Filippo Curti che ha chiuso il bar soltanto mezza giornata, ieri pomeriggio —, perché hanno portato le prime cure ai feriti, ma anche i carabinieri e i vigili del fuoco. Dico solo che è andata bene così, poteva finire in tragedia. Enrico lo conosco, è un bravo ragazzo, anche sua madre è perbene, certo ha sbagliato». E ha sbagliato due volte l’altra sera: quando ha lanciato la Porsche a una velocità ingovernabile e ancora prima, quando si è messo al volante con una dose di alcol quattro volte superiore al limite consentito, ipotecando la propria vita e quella degli altri. Il pescatore è stato denunciato perché guidava ubriaco e per la velocità pericolosa, gli sono stati sottratti 15 punti dalla patente ed è scattato anche il sequestro dell’auto; mentre per le ferite ai due giovani verrà denunciato d’ufficio per lesioni gravi colpose.
I due ‘miracolati’ sono ricoverati al Delta. Hanno visto la morte in faccia, ma resterà solo un brutto ricordo. Turra, verrà operato a una gamba spezzata, ha 45 giorni di prognosi, Sara se la caverà con 30.
«Al Barin», è quasi tutto come prima. I vecchi, scuotono la testa pensando all’incidente, rassegnati a cose che non capiscono più, mentre mescolano le carte per la partita a Trionfo.
di Caterina Veronesi
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