Ferrara, 2 maggio 2008 - E’ SCOMPARSA nel nulla, sabato scorso, mentre era ricoverata all’ospedale civile di Treviso. Alcuni fotogrammi provenienti dalle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza la ritraggono mentre si aggira per i corridoi del nosocomio ma non si riesce a sapere se si sia allontanata da sola o sia stata prelevata (o rapita) da qualcuno. Cresce l’apprensione per la ventenne Kidan Gebru, ragazza orfana proveniente dalla missione etiope di Adwa, in Italia da alcune settimane per partecipare a convegni e seminari giovanili dedicati alla raccolta di fondi.
LE RICERCHE Di lei si è occupata lunedì sera la trasmissione Chi l’ha visto, in onda su Rai Tre mentre l’associazione Onlus ‘Amici di Adwa’ di Cento ha dato mandato per svolgere le ricerche sulla sua scomparsa a Davide Tuzzi, investigatore privato ferrarese. La ragazza, in Italia assieme alla direttrice della missione suor Laura Girotto, si è sentita male ed è stata ricoverata per forti dolori alla testa e alle orecchie all’ospedale civile di Treviso, struttura dalla quale è scomparsa a partire dalle 19.40 circa di sabato 26 aprile. «Kidan Gebru — spiega Tuzzi — è di origine Etiope, ha 20 anni, è alta circa 1.65, ha la pelle nera, occhi neri, capelli crespi neri raccolti da coda o treccia. Come segni particolari ha una bruciatura evidente sul lato destro del viso che parte dalla bocca causata da un proiettile che l’ha colpita di striscio nel suo paese. Al momento della scomparsa — continua — indossava una giacca con cappuccio di colore blu con bande laterali bianche (la stessa della foto, ndr), pantaloni neri della tuta con striscia laterale Champion grigia, ciabatte bianche ed una fascia per capelli di colore fucsia».
UN MISTERO Le ricerche da parte delle Forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco si sono attivate immediatamente e sono stati diffusi, oltre alle foto della stessa Kidan, anche alcuni fotogrammi provenienti dalle registrazioni delle telecamere di video sorveglianza dell’ospedale di Treviso. Per ora non è possibile sapere se Kidan si sia allontanata da sola dall’ospedale e sono aperte tutte le ipotesi investigative compreso un possibile rapimento. Tuzzi spiega che la ragazza aveva con sé solo il passaporto che portava sempre nella tasca all’interno della giacca, quindi priva totalmente di soldi e telefonino cellulare. «Il problema — continua l’investigatore — è che Kidan, nata e vissuta in un villaggio, non è abituata alla vita moderna: non sa usare il telefono e non parla che un italiano maccheronico e uno stentato inglese». Secondo Tuzzi, la ragazza potrebbe essere partita da Treviso per raggiungere la zona di Cento dove ha sede l’associazione e vivono alcuni volontari a lei cari. Per segnalazioni 0532/465164 e 0425/411320 (mail securi_team@libero.it).
di Cristiano Bendin
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