Mario Roccati è stato sospeso dal lavoro a stipendio zero. L'infortunio nel 2007 mentre Roccati alzava pezzi di metallo. Prima quattro mesi di stop, poi gli altri problemi. Ora davanti al giudice il tentativo di conciliazione con Berco.
Ferrara, 9 maggio 2008 - DA SEI MESI è stato sospeso dal lavoro perchè «infortunato». Ma con la conseguenza che dal primo giorno di riposo forzato non percepisce nemmeno un euro. Ed oggi Mario Roccati, 37 anni di Brazzolo di Formignana, è disperato. «Da due anni lavoro alla Berco — dice l’operaio — e ho sempre sputato sangue per quell’azienda. Loro mi hanno ripagato con una lunga sospensione semplicemente perchè mi sono infortunato mentre stavo lavorando».
DENUNCIA Giugno 2007, l’operaio si fa male alla schiena.
«Stavo alzando pezzi di metallo — racconta — da un cassone di un reparto. Mi hanno portato all’ospedale con l’ambulanza e da quel giorno sono rimasto a casa per quattro mesi».
Il problema principale era a livello dorsale in più gli accertamenti hanno portato alla luce due ernie. «A forza di usare la schiena il muscolo ha ceduto».
Trascorrono quattro mesi e Roccati torna al suo posto regolarmente e viene visitato dal medico della Berco.
«Ha capito che non ero ancora a posto e mi ha consigliato uno spostamento di reparto. Così ho fatto richiesta formale al direttore del personale, spiegandogli che il rischio di farmi male di nuovo era molto elevato. Lui mi ha risposto che non c’era nessuna possibilità di cambiare».
NUOVO INFORTUNIO Capita così che quello stesso giorno la schiena di Roccati ceda nuovamente, e la storia si ripete. Un mese di convalescenza.
«All’Inail mi dicono che non possono più accettare questo come un nuovo infortunio perchè, semplicemente, è un problema della mia schiena. Per ciò non possono riconoscermelo».
Si arriva al 5 novembre, il 37enne ritorna al suo posto alla Berco ma «per tre giorni mi tengono a spazzare per terra».
La beffa è vicina. L’8 dello stesso mese «mi chiamano in direzione e mi danno una lettera di sospensione dal lavoro per sei mesi, non stipendiato, per causa oggettiva giustificata». Ovvero: «Un’azienda con 2700 operai non riusciva a trovarmi un’altra collocazione...».
CAUSA Giunti a questo punto l’uomo si affida a due legali, il civilista Arturo Lanza e il penalista Paolo Costantini, chiedendo la collaborazione del commercialista Dario Ponchio.
Per questa mattina, alla scadenza dei sei mesi di stop, in tribunale è stata fissata l’udienza tra le parti per tentare di evitare la via legale e trovare una conciliazione tra l’operaio e la Berco.
DRAMMA Per sei mesi «non ho percepito nemmeno un euro — dice infine — e se vivo è grazie all’aiuto della mia compagna. Ho una schiena malconcia e nell’azienda dove ho sputato sangue per due anni mi sospendono. Che certezze posso avere per il mio futuro?».
n.b.
Il cantante melodico napoletano si esibirà in città venerdì 16 maggio. Si tratta di un vero show che Gigi sta portando in tutta Italia: “A gentile richiesta …Mi faccio in quattro”