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AUTOMOBILISMO

Mille Miglia, è la magica notte
E i ferraresi inseguono la vittoria

I ferraresi non nascondono le ambizioni. E c'è chi rimedia subito un tamponamento... Per Nobili botta al casello di Brescia: auto salva. Sisti vuol bissare il 2000. Mazzola e Poggi, invece, inseguono una 'vendetta'...

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Ferrara, mille miglia 2006 Ferrara, 15 maggio 2008 - UNA TOCCATINA nel... fondoschiena potrebbe essere beneaugurale: è scattata idealmente così, la Mille Miglia, per uno degli equipaggi ferraresi che puntano alla vittoria assoluta. Più che di una metafora, si tratta di una bottarella vera e propria: quella rimediata al casello autostradale di Brescia dalla coppia Gamberini (pilota) e Nobili (cronometrista). «Un Tir ci ha dato il benvenuto — sorride quest’ultimo —, tamponando violentemente il carrello su cui stavamo portando l’auto alle verifiche. Tanto spavento ma per fortuna nessun danno alla vettura. E magari questo incidente porta anche bene!». Il duo, che quest’inverno ha dominato la Winter Marathon sconfiggendo il plurivincitore della Mille Miglia Canè, confida perciò anche nella scaramanzia dell’ultimo minuto. La Healey Nash del 1951, al cui volante Audrey Hepburn girò il film ‘Sabrina’, è nelle mani di una coppia agguerrita.

 

Non è la sola, nel team estense che vanta sei equipaggi in lizza: «Partiamo tutti per ben figurare», dice con piglio da gentleman driver Gianfranco Mazzola, aggiustandosi i Ray Ban scuri in attesa che i commissari certifichino la sua Healey Silverstone. Poi dal plurale passa al singolare, o quasi: «Io e ‘Ciccio’ — come chiama l’amico e copilota Claudio Poggi — siamo in buona forma, puntiamo a finire bene, magari nelle prime posizioni». C’è una piccola vendetta da consumare, che risale al 1997: «In quell’edizione siamo arrivati terzi assoluti, ma ci sentiamo ancora i vincitori morali di quella edizione — sorride Mazzola — perchè Valseriati e Canè, che ci hanno preceduto in classifica, avevano un coefficiente migliore del nostro grazie alla vettura più vecchia».
 

 

Il regolamento della Mille Miglia, infatti, oltre a tener conto delle prove di regolarità prevede un bonus di punti per l’anzianità dell’auto: punta anche su questo Sergio Sisti, in gara con il figlio Enrico sulla Aston Martin Le Mans del 1933. Una vettura acquistata appositamente per questa edizione e per rubare qualche punto ai rivali; unico ferrarese vincitore della manifestazione (nel 2000 assieme a Grazzi), Sisti tenta perciò un bis di prestigio.
 

 

Perchè quest’anno la Mille Miglia cambia organizzazione, ma soprattutto si presenta «come una gara molto più tecnica e severa dal punto di vista sportivo e agonistico — riprende Mazzola —; scorrendo il ‘radar’, abbiamo visto che ci sono dieci prove speciali in più, molto impegnative. Il percorso è disseminato di ‘controlli orari’ proprio per aumentare la selezione». Uno dei questi ‘c.o’, come si dice in gergo, è previsto proprio a Ferrara all’incrocio tra viale Cavour e via Aldighieri; domattina invece, alla partenza da piazza Ariostea (dalle 8 in poi), si svolgeranno due prove speciali, le prime mai organizzate nella nostra città. Sarà dunque gara vera, oltre che spettacolo affascinante. Con gli altri tre equipaggi (Felloni padre e figlio, Franciosi-De Paoli e Campailla-Campailla) decisi a non fare certo una passerella da comprimari.

di Stefano Lolli

 

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