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Il gelo di Tomasi: "Siamo distanti"

L'ipotesi con Roberto Benasciutti si arena subito: "Non mi sembra di vedere le condizioni". L'incontro con Butelli, invece, dovrebbe esserci martedì: "Ma è inutile incontrarsi al buio"

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Gianfranco Tomasi Ferrara, 5 giugno 2008 - CESSIONE A Roberto Benasciutti? Accordo con lui per una gestione condivisa? Il giorno dopo l’incontro con l’ex vicepresidente della Spal spa, Gianfranco Tomasi lascia intendere che quell’ipotesi sarà molto difficile a realizzarsi: «Siamo distanti — dice il presidente —, la giudico improbabile. Non mi sembra di vedere le condizioni, tutto qua».
 

 

Tomasi si addentra nelle spiegazioni: «Ho fatto io una proposta a lui: ti dò la società così com’è per tre anni, o per cinque. Tu depositi una robusta fideiussione a garanzia, e a scadenza del periodo di gestione se vuoi la società io incasso il fido, altrimenti io mi riprendo la società e tu ti tieni i tuoi soldi. Ma mi sembra di capire che non è facile. Per fare calcio serve molto danaro».
 

 

In sostanza, par di capire che Tomasi abbia voluto mettere Benasciutti alla prova. Se ne hai, accantona un gruzzolo, bloccalo lì, e a conclusione di un dato periodo scegli se tenerti i soldi o la società. Quella condizione forse è ancora in piedi, in realtà. L’indisponibilità di Benasciutti suonerebbe però a Tomasi come impossibilità di disporre dei capitali necessari a gestire la Spal. La disponibilità, al contrario, sarebbe sinonimo di solvibilità a certi livelli e potrebbe consentire l’operazione.
 

 

Benasciutti dal canto suo si chiede perchè deve immobilizzare a lungo i soldi per una robusta fideiussione senza ottenere la proprietà, e preferirebbe la meno impegnativa gestione in compartecipazione. Ma par di capire che la cogestione non si farà nè ora nè mai, e che Benasciutti avrà la possibilità di mandare avanti la Spal solo in presenza del fido richiesto. Il presidente in definitiva è disponibile a trattare soltanto coi soldi sul tavolo, e non darà ascolto a chi non li metterà nel piatto senza battere ciglio. Vende ma cerca un gruppo forte, che gli garantisca con sicurezza di saper far fronte a ogni tipo di impegno.
 

 

Roberto Benasciutti dal canto suo spiega di avere anche fatto una proposta di acquisizione diversa da quella che Tomasi ha rivolto a lui: «Io sono disposto anche a rilevare per intero la Spal per la somma che lui ha pagato per il lodo Petrucci — diceva ieri — ma la sua formula mi sembra fuori portata anche per la dimensione della fideiussione richiesta». Per inciso la somma del lodo Petrucci cui Benasciutti si riferisce si aggira tra i 250 e i 300mila euro.
 

 

Tomasi ieri ha anche aggiunto: «Con Butelli è inutile incontrarsi al buio. Dirò all’assessore di suggerirgli che mi faccia pervenire la sua offerta: se conterrà condizioni accettabili allora ci incontreremo per discuterne. Ma non posso vedere tutte le persone che si fanno avanti senza sapere di che tipo è il loro interessamento. In mezzo, c’è troppa gente che si vuol fare pubblicità».
 

 

Situazione di stallo, dunque, anche se comunque martedì prossimo Tomasi dovrebbe incontrare Butelli, col quale il contatto è stato già stabilito. E’ auspicabile però che il presidente si decida a fare chiarezza circa le proprie intenzioni, come avverte anche l’assessore Stabellini. Perchè se da un lato è vero che il suo orgoglio è ferito e che per vendere vuole un acquirente di determinate dimensioni in grado di accontentare le sue richieste, Tomasi deve anche avere il senso di responsabilità che la proprietà di un bene come la società di calcio cittadina comporta, favorendo le ipotesi più percorribili e che meglio assicurino alla Spal una continuità di vita. Oppure se non desidera vendere lo dica chiaramente: perchè ogni giorno che passa aumenta il numero di coloro che si domandano se sia davvero questa la sua intenzione.

di Mauro Malaguti










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