Il presidente avrebbe chiesto un milione e mezzo. L'imprenditore porrettano-lucchese dovrebbe ricontattare Tomasi nei primi giorni della prossima settimana per formulare la propria controproposta
Ferrara, 13 giugno 2008 - FUMATA GRIGIA. Il primo contatto tra Gianfranco Tomasi e Cesare Butelli non ha sortito grandi esiti. Le parti si risentiranno a breve, e l’imprenditore porrettano-lucchese, salito a Lido degli Estensi col socio e amico bresciano Stefano Bena e col proprio commercialista di fiducia, per il momento si è limitato a prendere atto della richiesta di Tomasi. E si è riservato di valutare la situazione e di formulare la propria controproposta all’inizio della prossima settimana.
La cifra di partenza di Tomasi sarebbe stata scoraggiante: un milione e mezzo di euro. Butelli a dire il vero non fa una cifra precisa, ma fa chiaramente intendere che la domanda era oltre il milione. Ma dall’inizio della vicenda della cessione della Spal Tomasi si è attestato su quell’ordine di numeri e sicuramente ieri non ha chiesto di meno.
Eccolo, Cesare Butelli, pronto a spiegare al suo ritorno a Lucca come si sono svolte le cose: «Sì, ci siamo visti, e d’altronde dai giornali di lì mi sono reso conto che ormai era un segreto da poco. Siamo rimasti in una fase parecchio interlocutoria, che fa sì che le scadenze che si avvicinano non siano facili da gestire con sufficiente tranquillità. Noi non abbiamo formulato proposte, ci siamo limitati a prendere atto della richiesta di Tomasi che è stata molto importante, ben superiore al milione di euro. Ci siamo lasciati con l’accordo che, fatte le nostre valutazioni, a breve, direi entro tre o quattro giorni, formuleremo una controfferta. Se non altro ci siamo resi conto degli ordini di grandezza. Ci rimane da verificare una serie di cose, non solo per quanto riguarda il prezzo di vendita, ma anche per le entrate e le uscite di gestione. Solo quando avremo a disposizione questi dati saremo in grado di formulare la controproposta che terrà conto delle nostre considerazioni. Come ben sapete, quando si va a comprare una macchina si guarda non solo al prezzo iniziale, ma anche ai costi di consumo e di gestione. E nell’acquisto delle aziende la situazione non è diversa».
Gianfranco Tomasi dal canto suo dà una versione dei fatti diversa: «Non ho chiesto un milione e mezzo — dic e l’imprenditore di Comacchio —, sono pronto a cedere la Spal entro pochissimi giorni e a molto ma molto meno di quella cifra. Se vengono con la loro offerta ne parliamo e gli cedo volentieri la Spal. Anzi, ci terrei a fare in fretta. per me e per il bene della società. Non è vero che non voglio vendere, sono pronto anche subito. Comperare la Spal da me è come comperarla dalla Cassa di Risparmio di Ferrara: là c’è la mia firma a garanzia di tutto, e comunque non ci sono debiti, le entrate di pubblico annuali sono di 5-600mila euro, e quel che c’è si sa tutto. Parlo sul mio onore. Ho riportato una impressione positiva, Butelli mi è sembrato un imprenditore serio e non faccio, entro certi limiti, una questione di prezzo. Non se ne è proprio parlato».
Versioni differenti, quindi. Ma non servirà molto tempo per conoscere lo sviluppo vero delle cose. Butelli a giorni farà partire la sua offerta e lì si scopriranno del tutto le carte. Un milione e mezzo significherebbe chiaramente non volontà di vendere la Spal. Una cifra molto inferiore, come dice Tomasi, invece propizierebbe il buon esito dell’affare. Siamo davanti a semplici schermaglie di trattativa o a una noluntas di cessione? Lo scopriremo presto.
di Mauro Malaguti
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