Prosegue la bagarre tra il centro-destra e l'assessore all'urbanistica. Brandani e Perazzolo attaccano: "La difesa di Atti è debole"
Ferrara, 13 giugno 2008 - Non si placa la polemica tra il centro-destra e l'assessore all'Urbanistica del Comune di Ferrara, Raffaele Atti, sulla vicenda dell'inchiesta della Procura ferrarese sulle pratiche a pagamento dell'ufficio comunale 'Sportello unico dell'edilizia'. Oggi l'assessore affida il suo pensiero ad una precisazione pubblicata sul sito internet del Comune nella rubrica "Punto di vista- Opinioni e commenti da Piazza del Municipio". Ma subito Enrico Brandani, capogruppo An-Pdl in consiglio comunale, e Pier Francesco Perazzolo, consigliere di Forza Italia, contrattaccano, giudicando rispettivamente "debole" la "difesa" di Atti, e insistendo nel chiedere alla giunta ferrarese "informazioni" direttamente in aula.
"Non ho affatto escluso- chiarisce innanzitutto Atti- che il geometra Gardenghi abbia istruito pratiche approdate alla approvazione della commissione consiliare e del Consiglio Comunale. Ho escluso, in virtu' del reato che gli e' stato contestato e in base agli atti in nostro possesso della vicenda giudiziaria chiusa con un patteggiamento, che oggetto della concussione fosse il contenuto delle pratiche e quindi che potessero essere state approvate pratiche viziate da illegittimita', essendo questa la preoccupazione manifestata dal Consigliere Perazzolo". Tant'e', prosegue la nota dell'assessore, "che ho assunto l'impegno di fornire l'elenco delle pratiche trattate dai funzionari indagati e poste alla attenzione della Commissione Consiliare e del Consiglio e ho gia' dato la disposizione ai responsabili degli uffici di procedere a questa ricognizione".
"Non ho detto- precisa ancora Atti- che 'credo' alla presunzione di innocenza degli indagati 'fino a prova contraria', ma nel ricordare i provvedimenti di trasferimento assunti dopo avere avuto notizia che dalla chiusura del procedimento verso Gardenghi emergevano altri indagati, sottolineavo che quei trasferimenti, come le successive sospensioni a seguito dell'arresto erano misure cautelative, non risolutive e qui ho richiamato la presunzione di innocenza come principio generale e non come una 'mia' posizione sull'inchiesta, quasi che io (chissa' a che titolo) attendessi 'prove contrarie' per ricredermi".
"Infine- conclude la nota dell'assessore- e' doveroso chiarire che ho parlato di competenze a proposito delle misure adottate verso l'organizzazione degli uffici interessati a arresti e trasferimenti, che non sono di competenza del Consiglio. Ci mancherebbe altro che io giudicassi non di competenza del Consiglio Comunale l'informazione e la discussione su fatti tanto gravi come quelli che sono gia' emersi o sui quali si sta indagando".
La reazione di Brandani e' immediata: "Leggo un comunicato stampa a firma Raffaele Atti sulla questione che indirettamente mi appartiene, avendo chiesto al sindaco comunicazione a riguardo nel prossimo Consiglio comunale, e constato la debolezza della difesa dell'assessore Atti", afferma il capogruppo di An.
Perazzolo, da parte sua, invita "l'assessore Atti a comunicare al piu' presto, in Consiglio comunale o in Commissione consiliare, il quadro della situazione alla luce degli ultimi indecorosi sviluppi. Informazione ufficiale sui fatti, questo e' cio' che abbiamo sempre chiesto. L'immobilita' del settore edilizia, questo e' cio' che da tempo stiamo lamentando. I lavori per la predisposizione del Piano Strutturale Cittadino gia' stanno procedendo a rilento. Gli ultimi scandali non fanno altro che aggravare la situazione. Non e' piu' possibile- conclude l'azzurro- continuare a non darne comunicazione".
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