Il sindaco: "Autorizzo ogni candidato del Pd a prendere subito le distanze da me e dire cosa farà meglio"
Ferrara, 18 giugno 2008 - "Autorizzo ufficialmente il futuro candidato a sindaco del Pd a prendere le distanze da me...". Dal palco della festa di via Pomposa, il sindaco Gaetano Sateriale va a ruota libera: manca meno di un anno alle amministrative, molto meno "alle primarie, decise ormai ufficialmente e che entro breve vedranno ufficializzate le regole, attraverso cui verranno scelti i candidati per Comune e Provincia".
Cosa dovranno fare, questi candidati?
"Mettere la loro faccia sul programma. Dire subito, con onestà e tranquillità, quello che faranno di meglio della amministrazione precedente, la mia".
Lei non l’ha fatto?
"E’ una situazione che ho un po’ patito, nei primi mesi e anni: non potevo dire niente contro i predecessori. Non potevo parlare male del Palazzo degli Specchi, della Casa del Pellegrino che di pellegrini non ne ha visto nemmeno uno, di Cona. Perciò il futuro candidato non si faccia problemi e riguardi a dire quello che pensa di me e del mio operato...".
Ha appena citato Cona: l’ex sindaco Roberto Soffritti, in un’intervista al ‘Resto del Carlino’, è parso dire che se ci fosse stato lui, l’ospedale sarebbe già finito.
"Non è parso, l’ha detto. Un pensiero legittimo, perché col senno di poi non si riempiono solo i fossi, ma si aprono anche gli ospedali. Io so che nel ’99 c’era un cantiere fermo, di Cona non si capiva se dovesse essere un mezzo ospedale o uno intero, tutte le forze politiche della maggioranza erano contro il progetto, la Facoltà di Medicina ignorava di dover andare là. E dimentico che non c’era chiarezza sui finanziamenti".
Ma si parlava anche allora di vendita di una parte delle aree del Sant’Anna.
"Ho riletto le carte, si parlava di ‘sviluppo immobiliare’. Provi a pensare cosa significa. E’ una cosa un po’ diversa dalla valorizzazione anche urbanistica, non trova? Anche per questo ha preso corpo la richiesta dei finanziamenti Inail".
Soffritti si è un po’ risentito per le sue prese di distanze, in questi ultimi anni, sull’operazione Cona.
"Me ne dispiaccio per il bene che gli voglio! In ogni caso credo di essermi impegnato seriamente per... rianimare un cantiere che, davvero, spero mi sia consegnato almeno ultimato prima della fine del mandato".
Ma lei, il nuovo ospedale, l’avrebbe fatto lì?
"Avrei cercato sicuramente una collocazione più vicina alla città. Perchè la scelta, che non ho capito dalle parole dell’ex sindaco da chi sia stata effettivamente compiuto, ha comportato la costruzione della metropolitana di superficie, numerose varianti per la realizzazione di strade e altre opere accessorie. Ed infine resta un luogo disagevole. Penso che dal Sant’Anna a Cona ci sarebbero stati altri spazi in cui insediare l’ospedale".
E ristrutturare quello attuale?
"I tecnici della sanità mi hanno spiegato che per la conformazione del Sant’Anna, con un anello a padiglioni, sarebbe stato impossibile trasformarlo in un ospedale moderno. Si pensi poi a cosa avrebbe comportato proseguire l’attività e, contemporaneamente, lavorare per la ristrutturazione e l’ampliamento. In alcune città è in corso una simile operazione, ed i lavori vanno avanti da più tempo che a Ferrara".
Onestamente, crede di aver fatto tutto il possibile?
"Le rispondo con una sensazione. Per quanto riguarda Cona, mi sento come uno che rema una barca pesante".
E c’è chi rema contro?
"Diciamo che sulla stessa barca ci sono altri che non remano".
A complicare le cose, è arrivato comunque il blocco del finanziamento Inail. Fiducioso di una soluzione?
"Spero, ma ci sono segnali non certo positivi. E non solo per Cona. Adesso a Roma, al governo intendo, non so quanto siano tutti d’accordo su alcune opere che abbiamo avviato. Ad esempio sul Museo della Shoah alle ex Carceri, o all’insediamento a San Benedetto della Scuola superiore dell’Agenzia delle Entrate".
A che allude?
"Non alludo, le dico che il direttore delle Entrate, quello che aveva firmato con noi l’accordo per il progetto, è già stato fatto fuori. Quello del Demanio, con cui abbiamo impostato il progetto Shoah, è lì che traballa. E’ cambiato il ministro dei Beni Culturali, e dobbiamo riprendere i colloqui per il museo. Dimenticavo, è cambiato anche il sindaco di Roma: magari se va Alemanno dal ministro a chiedere i fondi per il suo museo, gli danno i nostri senza tante chiacchiere. E’ così per Cona, sarà così per altre opere: se non arriveranno i soldi, se dovremo tagliare i servizi perchè ci mancano 14 milioni di euro per l’Ici, se altri progetti resteranno al palo o salteranno, sapremo con chi prendercela. Ad iniziare da Tremonti".
Così in fondo avrà un alibi per non aver completato le opere inserite, anche di recente, nell’elenco degli impegni da chiudere sicuramente entro la fine legislatura.
"Non cercherò alibi, mi creda. Il dovere di questa amministrazione sarà quello di presentare, alla naturale scadenza, un bilancio senza trucchi. Sperando, certo, di prendere un voto onesto e dignitoso, non un giudizio pregiudiziale a prescindere".
Che tipo di voto?
"Mah, diciamo sei più o sei meno...".
Rapida carrellata sui temi dell’attualità cittadina. C’è grande fermento sulla mobilità.
"Non sono particolarmente soddisfatto delle cose fatte sinora. C’è bisogno di qualche intervento più incisivo, più moderno: nessuna rivoluzione, anche perché nella passata legislatura abbiamo messo mano al riordino della Ztl. Diciamo che spero che funzioni al meglio il nuovo terminal dei bus di via del Lavoro, e che non ci sia più bisogno di far transitare tutti quei pullman extraurbani dentro la città".
Parcheggi: ne sono stati realizzati pochini, non trova?
"Le ricordo l’apertura dell’ex Mof, non l’ha decisa il mio predecessore. In ogni caso amplieremo il San Guglielmo, ed è partito l’iter per quello di Santo Stefano. Non c’è un deficit di aree di sosta, anche se oggettivamente ne manca uno in zona Est. Ancora confido nella possibilità di avere le chiavi dell’ex caserma di Cisterna del Follo, sarebbe un parcheggio straordinario. Ma le ho appena detto le incognite sulla burocrazia romana".
A proposito di burocrazia, cosa pensa dell’Operazione Trasparenza del ministro Brunetta? In Comune come siamo messi?
"Non vorrei che si trattasse solo di un polverone propagandistico. Perché è vero che i fannulloni esistono, ma dappertutto: anzi nel Comune ho trovato, a fronte di difficoltà oggettive, un corpo sano di dipendenti capaci e motivati, ben oltre le soddisfazioni che spesso il lavoro offre loro".
Cosa intende per difficoltà oggettive?
"Che nella pubblica amministrazione è più difficile, e talvolta impossibile, affrontare una riorganizzazione vera e incisiva. Le imprese private possono confrontarsi con il mercato in modo più duttile".
Significa agire anche sul personale...
"Vero, e non ho nascosto la mia idea che sarebbe stata una grande boccata d’ossigeno per il Comune favorire l’esodo, con i giusti incentivi di accompagnamento alla pensione, di 150-200 dipendenti prossimi a questa soglia, e sostituirli con una cinquantina di giovani. Questo scambio avrebbe modificato la faccia dell’ente".
Per ora l’esodo, se posso usare una battuta, è solo quello di qualche geometra inquisito. Come giudica l’accaduto?
"Dopo l’inizio della vicenda, che ricordo è nata da una denuncia del Comune e di un imprenditore, ho ricevuto tante confidenze e segnalazioni. Non credo comunque che la nostra amministrazione sia caratterizzata da simili comportamenti di concussione o abusi in genere, spero che si tratti di un fatto localizzato, seppure molto grave".
Sicurezza: la settimana scorsa ha effettuato un sopralluogo notturno in via Baluardi. Una specie di... ronda!
"Non scherziamo, ero accompagnato da questore, comandanti di carabinieri, finanza, vigili urbani. Quello era il Comitato per la Sicurezza, non una ‘ronda padana’ che è segno di inciviltà".
Non è andato neppure a Parma dal ministro dell’Interno Roberto Maroni a chiedere maggiori poteri e più fondi su questa emergenza.
"Perché avrei dovuto farlo? Non credo che nella nostra realtà sia credibile una cosa del genere, nè di dover chiedere leggi speciali o pensare che domani, a vigilare sul mercato di piazza Travaglio o sul Buskers Festival, sia l’esercito piuttosto che i poliziotti ed i vigili di quartiere. La ricetta, che ha già dato buoni frutti al Grattacielo e che cercheremo di applicare al meglio nelle zone più sensibili di Ferrara, è quella di lavorare bene e insieme. E’ questo il compito di un sindaco che non vuol fare lo... sceriffo".
Torniamo alle primarie del Pd: quanti candidati ci saranno? Magari uno solo, Tiziano Tagliani.
"In quel caso, lo voto subito! Battute a parte, spero che per il Comune e la Provincia ci si vada con più candidati. E candidate...".
C’è però chi ipotizza l’uscita di liste civiche, sia nell’area ambientalista che magari dei ‘grillini’, sia di possibili azioni di disturbo studiate proprio per depotenziare la proposta che dovesse uscire dalle primarie.
"Beh, in fondo è la democrazia! Quella in cui ciascuno ha diritto di mettersi in campo, a patto che lo faccia onestamente e senza trabocchetti. Per questo credo che qualche personaggio di spicco di cui si favoleggia, sfuggirà alla tentazione di farsi la propria ‘listina civichina’, perché sa che non prenderà voti".
A proposito di fare, cosa farà, tra un anno scarso? La gente in città si chiede già dove andrà Sateriale alla fine della legislatura.
"Me lo chiedo anche io, e le confesso che al momento una risposta non ce l’ho. Pochi giorni fa ho incontrato il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, gli ho fatto una battuta sul fatto che dal giugno 2009 potrei tornare alle sue dipendenze. Vedesse che occhiataccia mi ha lanciato...".
di Stefano Lolli
Quello della rassegna musicale ferrarese è un calendario intenso. Tra i tanti eospiti previsti dal 21 giugno al 24 luglio, Caetano Veloso, gli Interpol e i Franz Ferdinand, in piazza Castello il 12 luglio