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GIOVENTU' INQUIETA

Il bullo patteggia. E stringe la mano alla vittima

Ha perseguitato un sedicenne con minacce e percosse. Ha dovuto chiedergli scusa e il giudice gli ha imposto anche un gesto di riconciliazione

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Bullismo Ferrara, 1 luglio 2008. Ha perseguitato con minacce e percosse un sedicenne, un ragazzo come lui. Ma il 'bullo' non l'ha fatta franca. Oggi, a 18 anni già compiuti, davanti al gup Silvia Giorgi, ha patteggiato una pena di 7 mesi e 15 giorni, per violenza privata aggravata e continuata. E il giudice Giorgi ha anche imposto che ci fosse una stretta di mano fra il bullo e la sua 'vittima', davanti ai genitori di entrambi.

Il caso ha fatto scalpore in tutta Italia. Al giovane bullo la magistratura aveva imposto gli arresti domiciliari: con il suo atteggiamento violento, le botte, le minacce aveva di fatto obbligato l'altro giovane a non uscire piu' di casa e a non recarsi in alcuni luoghi: anche per andare a scuola. Oltre alle violenze, il giovane doveva rispondere anche di decine di messaggi sms e di telefonate, tutti mezzi per spaventare e molestare il ragazzo preso di mira.

Il giudice Giorgi, che ha deciso la revoca degli arresti domiciliari, ha imposto anche le scuse formali. E la vicenda si è chiusa, anche se certamente ha lasciato il segno.










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