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IL CASO

Svanito l'effetto indulto, il carcere 'scoppia'

Gianluca Borghi, consigliere regionale Pd, ha visitato la casa circondariale: "E' sovraffolata e con carenze di personale.  La collaborazione con gli enti locali è positiva, ma non può supplire all' emergenza"

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Gianluca Borghi Ferrara, 2 luglio 2008 - Le condizioni poco rassicuranti delle carceri stanno imperversando in tutta Italia come uno dei problemi imminenti da risolvere per la sicurezza cittadina. Il consigliere regionale dell'Emilia-Romagna Gianluca Borghi (Pd) si è recato alla Casa Circondariale di Ferrara, accompagnato dal Garante dei detenuti Federica Berti e il bilancio della sua visita è preoccupante. ''Finito l'effetto indulto - afferma Borghi - a Ferrara, come in quasi tutte le carceri dell'Emilia-Romagna, la situazione è tornata ad essere insostenibile''.


''Oltre al sovraffollamento (374 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di 224) - prosegue il consigliere - si registra anche una grave carenza di personale: mancano 50 dei 230 agenti teoricamente assegnati all'istituto ferrarese. La buona collaborazione con gli enti locali è un dato sicuramente positivo, che però non può supplire alla cronica emergenza che sono costretti ad affrontare operatori e volontari. E' necessario allora pensare ad un sistema capace di offrire ai detenuti vere occasioni di recupero: solo in questo modo sarà possibile favorire il reinserimento sociale e garantire la sicurezza dei cittadini. Perchè occuparsi di carcere è occuparsi di una dimensione importante della sicurezza della comunità''.

 


''In Regione - spiega Borghi - abbiamo voluto dare il nostro contributo proponendo e approvando lo scorso febbraio la nuova legge 3/2008 'Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari delle regione Emilia-Romagna'. Gli 11 articoli della legge vanno ad interessare settori come la tutela della salute, le attività socio educative, il sostegno alle donne detenute, l'istruzione e la formazione professionale dei detenuti e degli operatori penitenziari e la prestazione di attività lavorativa da parte dei detenuti. Saranno inoltre promossi nuovi percorsi formativi e progetti di reinclusione sociale che coinvolgeranno ancora di più il volontariato presente nelle carceri''.










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