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"Infanzia, sospetti nelle graduatorie"

Malaguti (An): "Con vari escamotages gli extracomunitari balzano ai primi posti". Casi dubbi: "Attestazioni di 'disagio sociale', dati omessi, lavori che non risultano...". La richiesta: "Da rivedere il regolamento"

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Bambini all'asilo Ferrara, 8 luglio 2008 - SUL DISAGIO SOCIALE non si scherza. Ma il ‘disagio sociale’, inteso come certificazione rilasciata dal Comune, può diventare il passepartout, la chiave per accelerare l’ingresso nelle graduatorie delle case popolari e, ora, dei centri per l’infanzia. A sollevare l’attenzione, il consigliere comunale di An Mauro Malaguti che dopo l’analisi sulle consulenze e gli incarichi professionali dell’amministrazione, ha iniziato a spulciare le liste degli iscritti ai Cre ed ai Cri. I centri ricreativi estivi e per l’infanzia, gestiti dalle coop sociali su mandato del Comune: «Comune che sovrintende alla delicata fase delle iscrizioni e delle ammissioni — precisa Malaguti —: il problema risiede in questa fase iniziale, mentre sul versante dei servizi non ci sono eccezioni di sorta».
 

E’ DUNQUE sulle domande di accesso, e sul regolamento che determina la graduatoria, che si appuntano i rilievi: «E’ bastata una verifica a campione di alcuni casi, tra le centinaia domande di iscrizione, per scoprire qualcosa che non quadra...», dice Malaguti. Che svela i retroscena: «Nella lista di accesso ai Cre figura una mamma che dichiara di non avere redditi per il 2006 ma che ora lavorerebbe per un albergo cittadino. Ho chiamato, nessuno la conosce — dice Malaguti —; mi sono rivolto anche alla coop di pulizie di cui sarebbe dipendente secondo i titolari dell’hotel, ma anche lì il suo nome non figura». Eppure grazie alla certificazione di ‘stato di disagio sociale’ che la donna ha accluso alla domanda, il bimbo è stato ammesso al Centro ricreativo. Idem per una coppia di extracomunitari: lui pensionato e invalido, lei casalinga. «Dichiarano un reddito di 1150 euro l’anno — incalza Malaguti —, grazie alla certificazione rilasciata dal Comune in pratica scavalcano tutti».
 

TECNICAMENTE, nelle graduatorie la priorità per l’iscrizione alle scuole d’infanzia spetterebbe «al genitore unico con occupazione — sottolinea il consigliere di An —, che per il fatto di lavorare ed essere single acquisisce il diritto di collocare il bimbo nella struttura comunale. Di fatto basta l’attestato di ‘disagio sociale’, cui ricorrono in particolare gli extracomunitari, per passare in corsia di sorpasso». Continuiamo con i casi ‘sospetti’: «In una domanda, alla voce occupazione c’è scritto ‘ass. persone anziane’ — spiega Malaguti —; probabilmente si tratta di una badante, ‘ass.’ sta per assistente ma ci si arriva per intuito perchè nel modulo, al di là di una dichiarazione di reddito da 1850 euro l’anno, non figura nessun recapito telefonico. Non c’è modo in pratica di verificare se la dichiarazione, che personalmente non ho motivo di ritenere mendace, sia autentica».
 

E COMUNQUE anche in questo caso, grazie al certificato di ‘stato di disagio sociale’, il bambino della extracomunitaria passa avanti a tanti coetanei ferraresi: «Il mio non è un accanimento contro gli stranieri — precisa Malaguti —, ma è un fatto che nelle graduatorie dei centri estivi o per l’infanzia la presenza degli extracomunitari sia ormai preponderante. Alla Circoscrizione Giardino Doro rappresentano il 43,3% delle domande, in Via Bologna il 33%».
 

L’ESPONENTE di AN non chiede di porre un tetto alle iscrizioni per gli stranieri, nè tanto meno l’esclusione a vantaggio degli italiani: «Chiedo una verifica immediata e puntuale da parte del Comune, ed una revisione seria del regolamento che ormai pare superato o comunque facilmente... aggirabile — evidenzia Malaguti —; l’escamotage è troppo semplice, il risultato è che in queste settimane si stanno infittendo le segnalazioni, le lettere, le proteste di ragazze madri, donne separate o divorziate, tutte regolarmente lavoratrici e con redditi spesso tutt’altro che eccelsi, che si ritrovano escluse dalle graduatorie».
 

DI FRONTE perciò alle incongruenze verificate nelle domande («la situazione balza agli occhi...», sottolinea l’esponente della destra), c’è l’urgenza di un controllo: «Assieme al collega di gruppo e senatore Alberto Balboni, non escludiamo neppure la possibilità di presentare un esposto alla Guardia di Finanza perchè accerti eventuali violazioni di legge — Malaguti chiude facendosi più duro —, ma riteniamo in ogni caso doveroso che sia il Comune a compiere i primi accertamenti, rapidi e seri».


 

di STEFANO LOLLI










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