L'anno è stato positivo, non soltanto repressione, ci sono state più verifiche ma anche verifiche sugli affitti irregolari e mediazione. L’amministrazione ha avviato una serie di attività ludiche e sportive per coinvolgere bimbi e residenti della zona
Ferrara, 10 luglio 2008 - CONTROLLI DELLE FORZE di polizia nell’area esterna e nei singoli appartamenti; verifiche sulla regolarità dei contratti d’affitto; blitz antidroga coordinati tra le varie forze dell’ordine; apertura del centro di mediazione culturale; maggiore cura del decoro urbano e, in prospettiva, potenziamento dell’illuminazione pubblica e installazione di una recinzione dei giardini previa consultazione dei residenti. Sono solo alcune delle iniziative, prese congiuntamente da Comune, carabinieri, guardia di finanza, Polizia di Stato, polizia municipale e associazioni culturali, per ridare vivibilità alla zona del Grattacielo, tristemente nota per l’attività di spaccio di droga, per la prostituzione e altri fenomeni criminosi. Iniziative che hanno dato buoni risultati, almeno a giudicare dai volti soddisfatti dei residenti e dai successi ottenuti dalle ultime operazioni di polizia.
PER TRACCIARE un bilancio del progetto ‘Ferrara città solidale e sicura’ ad un anno di distanza dall’apertura del centro di mediazione si sono ritrovati ieri, nei giardini del grattacielo, il sindaco Gaetano Sateriale, l’assessore Raffaele Atti, il questore Luigi Savina, il vice-prefetto Pinuccia Niglio, il colonnello della guardia di finanza Fulvio Bernabei, il maggiore dei carabinieri Martino Salvo e alcuni rappresentanti della polizia locale e del comitato dei residenti. «Prima di iniziare — ha aperto i lavori Ivano Guidetti, responsabile dell’ufficio servizi alla persona del Comune — abbiamo parlato con chi vive al Grattacielo per capire quali fossero i problemi reali. Poi abbiamo avviato una serie di iniziative in sinergia con le forze dell’ordine: da una parte i controlli e dall’altra, grazie alla collaborazione dell’Acer, politiche più attente agli affitti. Alla base del grattacielo affitteremo cinque locali per darle ad associazioni di volontariato». Stop, quindi, ai locali e ai circoli chiassosi che tanto disagio avevano arrecato in passato. Nel merito dei progetti di integrazione è entrata Elena Zaccherini, responsabile dell’ufficio mediazione del Comune che, il 27 giugno dello scorso anno, ha aperto un ufficio alla base del Grattacielo: «Siamo stati accolti con diffidenza — ha raccontato — ma ora siamo diventati un punto di riferimento».
DA PARTE SUA, il questore Savina ha insistito sulla necessità di curare il decoro urbano: «La città bella — ha detto — allontana i malviventi. Per questo, accanto ai servizi di controllo effettuati dalle forze dell’ordine, serve un impegno per ridare dignità a questi luoghi e per l’integrazione culturale». Un discorso ripreso dal vice-prefetto Niglio, che ha ricordato le decine di servizi ordinari e straordinari effettuati congiuntamente da carabinieri, polizia e guardia di finanza «ognuno — ha detto — nel rispetto delle proprie specifiche competenze, senza sovrapposizioni». «Il tavolo della prefettura — ha voluto sottolineare — è sempre aperto per risolvere i problemi della sicurezza e della marginalità sociale». Il colonnello Bernabei ha elogiato il metodo sinergico sperimentato al Grattacielo e ha annunciato una serie di «batoste fiscali» a chi ha commesso irregolarità negli affitti mentre il maggiore Salvo dei carabinieri ha insistito sulla necessità di «ricercare la collaborazione attiva dei residenti».
di CRISTIANO BENDIN
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