Nella relazione annuale sferzate per il governo Prodi, Hera e la Regione. Scuse ai disabili. Sul palazzetto, la cena 'segreta' con i dirigenti del Basket Club. Il passato: "Dieci anni fa c'era consociativismo politico e economico"
Ferrara, 16 luglio 2008 - RIMANDA IL discorso d’addio ad almeno altre due occasioni. Impugna in una mano il fioretto e nell’altra la clava, ed alterna stoccate sottili e randellate. Tira fendenti più al governo Prodi che a quello Berlusconi, svela un piccolo ‘scoop’ sul palasport ed alla fine si cala nei panni di tifoso di calcio. Della... Giacomense.
Dall’ultima relazione del mandato da sindaco, molti si aspettavano fuochi d’artificio anche sulla politica, il futuro successore, le alleanze. Ma Sateriale al proposito è stato pressochè muto: lo sguardo è stato anzi rivolto al passato. «Credo che in questi dieci anni Ferrara sia cambiata più nel bene che nel male — l’esordio —, se si pensa alle pratiche di consociativismo politico ed economico ed alle turbolenze in seno alla maggioranza dei primi anni di legislatura». Oggi, afferma il sindaco, «c’è più trasparenza nella discussione e più... tracciabilità nelle decisioni».
I problemi però non mancano. E nelle 22 pagine di relazione Sateriale infittisce presto l’elenco. La prima ‘punzecchiatura’ è proprio per il governo. Quello... amico del centrosinistra. «In due anni del governo Prodi non siamo riusciti ad avere la firma del ministero competente sotto un testo di accordo già condiviso sul petrolchimico. Non dico nulla, per decenza — incalza Sateriale —, del colloquio in piedi che ho avuto sulla centrale a turbogas con il ministro dell’Ambiente di allora che, semplicemente, non sapeva cosa il suo ministero stava bloccando».
Ed anche sull’Ici il ‘nonsenso’ dei tagli come lo definisce è originato dal precedente governo: a proposito, Sateriale si dice poco fiducioso di recuperare i 14 milioni di euro di mancato introito sulla prima casa. Ed annuncia: «Non sono preoccupato solo dalla dimensione dei tagli: alla fine, se non avremo altra strada, pareggeremo il bilancio chiudendo delle attività e non facendo gli investimenti previsti, altro che nuove infrastrutture!». Un sospiro di amarezza e poi zac, ecco la clava: parlando di autonomie locali, e volgendo lo sguardo all’amico Sergio Cofferati (sindaco di Bologna e presidente dell’Anci regionale), Sateriale mena un colpo. «La Regione è in un incomprensibile ritardo — afferma —, non si capisce perchè dopo tanti anni di discussione e messa a punto non si sia ancora insediato il Consiglio delle Autonomie Locali come previsto dalla Costituzione e dallo Statuto regionale». Il risultato è che «i sindaci delle città emiliane non si vedono mai fra loro, non hanno una sede in cui scambiarsi esperienze e confrontarsi sui problemi, che sono ovunque gli stessi».
Ma concentriamoci sui problemi di Ferrara, che forse bastano e avanzano. Tra quelli di fatto irrisolti c’è la ‘macchina’ comunale, vecchio pallino di Sateriale che parlava di ammodernarla già nella prima relazione annuale, nel 2000: ora è di moda puntare l’indice sui... fannulloni nella pubblica amministrazione. Nel Comune estense non ne esistono, garantisce il sindaco. Anche se il problema strutturalmente esiste. «Se il ministro Brunetta riuscisse a modificare le cose, sarei la persona più felice del mondo: ma per prepensionare i più anziani ed assumere giovani ci vorrebbero più risorse e meno demagogie».
Poi si passa ai servizi pubblici: dallo snellimento delle società a partecipazione comunale, il discorso scivola rapidamente su Hera. E si fa nodoso come il manico impugnato da Sateriale-Flinstone: «Non mi è mai capitato di vedere un’azienda privata che tratta in questo modo i propri soci, figurarsi una pubblica — dice il sindaco ricordando il ricorso al Tar ancora in piedi promosso da Hera per l’inceneritore —. Se pensa di essere un’azienda a partecipazione statale che risponde solo al Ministero del Tesoro, ha sbagliato film». Il fatto è grave, perchè «in piena campagna elettorale per le amministrative — incalza Sateriale —, grazie al comportamento di Hera si tornerà a parlare non del modo migliore per smaltire i rifiuti a Ferrara, ma del nuovo inceneritore che fa ammalare la popolazione? Tanto a loro che importa? Che gli importa del consenso attorno alle politiche delle aziende di servizio e degli enti locali? Loro sono una società quotata in Borsa e rispondono solo al mercato...». Nel buio della sala gli occhi si voltano verso la seggiola con la scritta ‘Maurizio Chiarini’: vuota.
Positiva invece la fusione con Enia e Iride, al punto da lasciar prefigurare la possibilità «di scorporare fin d’ora i servizi idrici — dice Sateriale —: mi pare un’interessante ipotesi di lavoro».
Flash più rapidi su punti non irrilevanti, a partire da Cona. Il mancato finanziamento dell’Inail è allarmante ma il sindaco resta fiducioso «che se i lavori continueranno a questi ritmi, la consegna potrà avvenire nei tempi stabiliti». Un passaggio tecnico cruciale è rappresentato dal «deflusso delle acque meteoriche — svela Sateriale —; se la soluzione definitiva necessita di più tempo per superare alcune resistenze proprietarie, bisognerà predisporre un sistema di pompaggio in grado di garantire la continuità delle attività anche ai piani interrati». Bene invece le politiche per la sicurezza, qualche segnale d’allarme per il Museo della Shoah («abbiamo sollecitato una persona di indiscusse qualità come il sottosegretario Gianni Letta»), poi si passa ritualmente alla mobilità. Qui non ci sono sprazzi, nè di fioretto nè di clava. Ma Sateriale si scusa con le associazioni dei disabili: «Le segnalazioni in merito alla Ztl Duomo, i semafori per non vedenti, la messa a norma dei parcheggi sono fondate».
Ed eccoci all’atteso clou, sul palasport. Che intreccia vita politica ed economica oltre al basket. Sateriale definisce «ridicolo e falso» il proposito di non incontrare la società di Mascellani. E scatta lo scoop... gastronomico: «Non sarò io a dire quando è stata spedita la lettera formale di richiesta di parere al Basket Club e neppure dove e con chi mi sono incontrato la settimana scorsa, cosa abbiamo mangiato — prosegue il sindaco — e cosa ci siamo detti. Se non lo vogliono fare loro, non lo farò io. Perchè ho rispetto per le regole della diplomazia, un po’ meno per quella da operetta che ho visto in azione di recente. Ma sono per chiudere questo balletto grottesco». Retroscena presto spiegato: Sateriale non fa i nomi degli interlocutori, ma che nel menù (di pesce) figurasse anche una... Bruschetta non ci sono dubbi. Si tratta ora di attendere gli sviluppi.
Infine il calcio. Complimenti alla nuova dirigenza della Spal ma senza dimenticare «che se nell’estate del 2005 se non era per il presidente Tomasi, forse avremmo perso davvero la Spal». E complimenti anche alla Giacomense, sorride Sateriale: «Verrà a giocare nel nostro stadio. Auguri di buoni successi nel campionato di C2. Senza esagerare, naturalmente».
di STEFANO LOLLI
La band di Manuel Agnelli arriverà al parco del Castello della Giovannina giovedì sera con il tour estivo. Il gruppo presenterà il nuovo album 'I milanesi ammazzano il sabato', uscito a inizio maggio