Ok della prefettura agli apparecchi mobili in molte arterie senza l'obbligo di fermare i veicoli. Le proteste sono tante: non mancano le segnalazioni dopo il caso della donna multata perchè andava ai 51
Ferrara, 22 luglio 2008 - AUTOVELOX fissi e mobili, telelaser, T-Red ai semafori, Photo-Red, sorpassometri e ora anche il nuovo sistema ‘Tutor’ che calcola la velocità media in autostrada: sono solo alcuni dei congegni elettronici che hanno trasformato le nostre strade in una vera e propria «giungla» di rilevatori, macchine fotografiche e congegni laser che ci controllano, ci misurano, ci tengono d’occhio e vigilano sul corretto rispetto del codice della strada. Da una parte c’è la necessità di prevenire gli incidenti e garantire la sicurezza sulle strade; dall’altra, però, occorre evitare che la prevenzione diventi una scusa per vessare i cittadini-automobilisti e «far cassa». E’ questa, infatti, l’accusa più frequente che viene rivolta alle amministrazioni comunali della nostra provincia che hanno deciso di installare apparecchi elettronici lungo le strade di loro competenza. Fra i casi più discussi quello di Tamara, dove un autovelox fisso ha fotografato alcuni automobilisti alla «folle» velocità di 51 chilometri all’ora, come ha denunciato poche settimane fa il nostro giornale. Una denuncia che ha scatenato la reazione di decine e decine di nostri lettori, imbufaliti e indignati per essere stati multati per uno o due chilometri orari di «sforamento».
Ma attenzione, oltre agli apparecchi fissi esistono anche quelli mobili. In materia ha dettato disposizioni precise il prefetto di Ferrara con un decreto del marzo 2005 che ci è stato confermato essere «tuttora valido». Visto che «la procedura di individuazione delle strade per l’installazione di sistemi di rilevamento di controllo remoto della velocità non può riguardare le strade urbane di quartiere e le strade locali», la prefettura ha stilato un elenco di strade sulle quali «gli organi di polizia stradale, dello Stato e degli Enti locali di cui al comma 1 dell’articolo 12 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n.285 — cioè Polstrada, Polizia di Stato, carabinieri; guardia di finanza, polizia municipale nell’ambito del territorio di competenza e funzionari del ministero dell'interno addetti al servizio di polizia stradale — possono installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento senza che vi sia obbligo di procedere al fermo dei veicoli interessati». L’elenco è piuttosto corposo (vedi grafico) e comprende la strada statale 309, cioè la Romea, sia nella direzione di marcia Ravenna-Venezia che in quella opposta; la strada statale 16 ‘Adriatica’, nella direzione di marcia Ferrara-Ravenna; le strade provinciali 1 (cioè quella per Comacchio), 2 (che collega il capoluogo con Copparo e, più avanti, con Berra passando per Boara, Malborghetto, Corlo e Tamara), 6 (per Ostellato), 15 (quella che da Tresigallo porta a Comacchio, passando per Massa Fiscaglia), 41 (da Alberone fino a Bevilacqua ma solo in certi tratti, cioè da via Tassinari, in località Bevilacqua, fino a via Chiesa, ad Alberone, in direzione di marcia Cento-Finale Emilia con esclusione dei tratti di strada passanti per il centro di XII Morelli e di Alberane), 21 (Lagosanto-Vaccolino), 60 (da Jolanda di Savoia fino alla Romea), 66 (quella che da Vigarano Mainarda va a Cento e Mirabello) e 69 (la cosidetta ‘Virgiliana’, che mette in collegamento Ferrara con Bondeno): per quest’ultima i tratti a rischio sono dal km. 47+300 al km 56+500 in direzione di marcia Bondeno-Ferrara; dal km 59+300 al km 61+500 in direzione direzione di marcia Bondeno-Ferrara; dal km 61+500 al km 59+300 direzione di marcia Ferrara-Bondeno e dal km 56+500 al km 52+900 direzione di marcia Ferrara-Bondeno.
di CRISTIANO BENDIN
E' questa la tesi sostenuta dal professore ferrarese Guido Barbujani, basata su accurati esami del Dna effettuati sui ritrovamenti LEGGI LA NOTIZIA