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L'INDAGINE

Legambiente: "I lidi? Stritolati dal cemento"

Assegnata al Comune la bandiera nera: "Serve una svolta". La replica del sindaco Cicognani: "E' il contrario, noi combattiamo le speculazioni"

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Case in spiaggia a Comacchio Ferrara, 12 agosto 2008 - IL TESCHIO sulla bandiera nera di Legambiente sorride, ma mica in maniera amichevole. E’ un ghigno sardonico, quello che spunta al termine della campagna di analisi della Goletta Verde. E sta a indicare che il problema, nei sette lidi delle Valli di Comacchio, è il cemento. Troppi palazzi, troppe villette. «Siamo ben lontani dal ritenere soddisfacente l’operato di molte amministrazioni comunali — attacca Massimo Serafini, componente della segreteria nazionale di Legambiente —. Da una parte c’è il chiaro segnale d’allarme alle foci dei fiumi, dall’altra la preoccupazione per la dilagante occupazione del suolo pubblico, non certo per fini turisti sostenibili, ma troppo spesso con scopi meramente speculativi. Questi dati mostrano chiaramente che per molti Comuni è necessario un immediato cambio di direzione».
 

PER COMACCHIO l’accusa sta tutta qui: le acque sono balneabili ma i mattoni sono troppi. «Nei tre comuni costieri del parco del Delta del Po — denuncia Elisabetta Galgani, portavoce di Goletta Verde — ci sono ben 958 seconde case ogni chilometro lineare di costa». Così si spiega la bandiera nera, che Comacchio riceve per la seconda volta negli ultimi anni: «Cervia, Comacchio e Ravenna, con sciagurate politiche edilizie e consumo di suolo stanno contribuendo a degradare un patrimonio ad altissimo valore ambientale. Mentre la promozione turistica di queste aree — dichiara Galgani — cerca giustamente di valorizzare il patrimonio naturale e paesaggistico esistente, per incontrare le nuove tendenze turistiche di qualità, che rifuggono dalla cementificazione del suolo, dalla congestione e dalla confusione, si continua a costruire ai margini delle aree naturali, a ridosso delle ultime dune rimaste e delle aree demaniali». E se per Marina e Cervia Legambiente parla di «degrado, emergenza sicurezza e occupazione del suolo», per Comacchio il coordinatore provinciale ravennate Giacinto De Renzi denuncia una «situazione critica, con una gestione urbanistica addirittura di difficile definizione».
 

TUTTE ACCUSE che il sindaco Cristina Cicognani, forte anche di una bandiera blu, respinge al mittente: «Mi si dica tutto, ma non che non lavoriamo contro la cementificazione selvaggia. Ho firmato di mio pugno delle ordinanze chiedendo la demolizione di alcune villette. Abbiamo avuto posizioni nette pur con un Prg che ha dei suoi limiti. Perché non si guarda mai il nostro lavoro nell’insieme? Il Comune di Comacchio sta facendo tutto il possibile».
Ma oltre al caso-cemento, per Legambiente è anche l’occasione di analizzzare la situazione di una delle zone più belle del Comune di Comacchio, ovvero la foce del Reno alla Torre di Bellocchio: «I dati dicono che c’è un leggero inquinamento — continuano da Legambiente —. Non si può stare a guardare».

 

di VALERIO BARONCINI










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