Da ottobre in municipio arrivano le verifiche anti-assenteismo. Lo stabilisce una circolare con la quale si dichiara guerra a tutte le pause non legittimate. Da settembre verrà introdotto un registro delle uscite
Ferrara, 19 agosto 2008 - Il ministro Brunetta? Un bluff. In Comune stanno per arrivare gli ispettori ‘anti fannulloni’: con il compito preciso di verificare, in ogni momento, la presenza degli impiegati negli uffici e nelle sedi dell’amministrazione; di limitare piccoli e grandi abusi, a partire dalla cosiddetta ‘pausa caffè’ sino al fenomeno del doppio lavoro; di garantire "comportamenti consoni al ruolo ed alle funzioni" dei dipendenti pubblici, eliminando anche atteggiamenti radicati quale l’abitudine di entrare ed uscire dal posto di lavoro — durante l’orario di servizio — con le borse della spesa...
E’ una circolare destinata a far scalpore, quella che alla vigilia del Ferragosto il direttore generale Roberto Finardi ha trasmesso (per ora, riservatamente) ai direttori dei Dipartimenti ed ai dirigenti, al personale ed alle organizzazioni sindacali: un documento il cui principio è la necessità "per l’amministrazione di riappropriarsi — esordisce Finardi —, delle prerogative tipiche del datore di lavoro".
Più che di contrasto al lassismo, il direttore generale parla di "incidere sulla produttività della macchina amministrativa sia in termini qualitativi che quantitativi"; ma è presto evidente, scorrendo il testo — inviato al personale sia nella forma estesa che in una sintesi ‘operativa’, una sorta di vademecum comportamentale —, quali sono i fenomeni che i vertici del Comune ora intendono contrastrare. Si inizia con l’orario di lavoro e la possibilità, per il personale, di muoversi dal proprio ufficio: "Ogni spostamento deve essere legittimato, programmato, controllato", è l’imperativo del direttore generale. Che afferma che d’ora in poi "non sarà più tollerato il fenomeno delle uscite non timbrate, che rappresenta nella sua apparente banalità uno degli elementi di criticità più gravi".
In pratica, si intende 'stroncare' (termine che lo stesso Finardi usa in modo emblematico nel proprio atto) il... vizietto di alcuni dipendenti di entrare ed uscire dal Municipio, approfittando dei vari accessi o magari del posto di lavoro negli uffici decentrati dell’amministrazione, per svolgere attività non compatibili con il proprio servizio. O semplicemente per incombenze personali, sino alla visita al mercato del venerdì in piazza...
Perciò da settembre "sarà introdotto un registro delle uscite — annuncia il direttore generale —, perchè indipendentemente dal cartellino ‘segnatempo’ sia possibile in ogni momento sapere dove e perchè un dipendente non sia presente". Anche se l’assenza è magari rapida, funzionale solo (o quasi) a prendere un caffè: prerogativa che Finardi riconosce ai lavoratori del Comune "ma solo nei limiti strettamente necessari ad un breve ristoro". Ed in ogni caso, il tempo impiegato per l’amata tazzina va recuperato "e comunque opportunamente indicato nel registro delle uscite".
Nella circolare non si fa — per ora, almeno — riferimento a chi dovrà svolgere questo ruolo di ‘casellante’, anche se come detto nel capitolo finale e tonante dell’atto del direttore generale si prevede la costituzione di un 'sistema ispettivo' che lascia poco spazio alla fantasia. Il nucleo degli ‘007’ sarà infatti "legittimato ad intervenire sia con controlli a campione — scrive Finardi —, sia con verifiche mirate nei confronti dei dipendenti che degli stessi dirigenti".
Nel mirino come detto situazioni potenzialmente critiche, dall’assenteismo al doppio lavoro, a fatti solo apparentemente meno gravi: "Deve essere disincentivata l’abitudine oramai invalsa di entrare ed uscire dalle sedi di lavoro recando seco borse della spesa et similia", afferma il direttore generale. Che al proposito è durissimo: "Laddove possibile saranno individuate precise sanzioni per la mancata ottemperanza".
Da ottobre poi sarà inasprita la possibilità, per i dipendenti pubblici, si svolgere un ‘secondo lavoro’: annunciata "la progressiva decadenza di tutte le autorizzazioni sinora concesse — chiude Finardi —, che dovranno essere rilasciate, qualora ne permanga l’interesse e ne ricorrano le condizioni, in base alla nuove disposizioni".
di Stefano Lolli
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