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"No a sceriffi anti-fannulloni": sindacati in guerra

Vitali (Cgil): "Del provvedimento non sapevamo nulla".  Canella (Cisl): "Ormai non resta che ripristinare le punizioni corporali". Le critiche: "Il compito spetta già ai dirigenti. Ma allora adesso cosa fanno?"

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Ufficio Ferrara, 20 agosto 2008 - L’EFFETTO è stato quello di un gavettone: quando Claudia Canella, segretaria della funzione pubblica della Cisl, ha preso fra le mani il Carlino quasi non poteva crederci. Ispettori anti-fannulloni, sportine della spesa vietate, registri anche per andare al bagno qualche secondo: la circolare del Comune «per garantire comportamenti consoni al ruolo e alle funzioni dei dipendenti pubblici» e «incidere sulla produttività della macchina amministrativa sia in termini qualitativi che quantitativi», fino a ieri mattina era sconosciuta ai sindacati. E a Canella, al limite tra lo sconvolto e il sardonico, esce spontanea una frase: «Manca solo che ripristino le punizioni corporali».
 

ANCHE LA CGIL, con il il responsabile Natale Vitali, prende le distanze dalla circolare: «Neppure noi ne sapevamo nulla. Alcuni punti possono avere senso, in quanto sono già previsti dal contratti di lavoro. Ma altri davvero sono assurdi. I controllori devono essere i dirigenti, mica i ‘poveri’ dipendenti comunali che già lavorano come matti. Il nome fannulloni proprio non ha senso. In Comune noi di fannulloni non ne abbiamo». La cosa che più fa arrabbiare i sindacati è che su una circolare del genere, dove si va a incidere sull’organizzazione e sul personale, «era necessaria un’informazione preventiva». Che ovviamente in questo caso non è arrivata. «Intanto trovo singolare che si scelga Ferragosto, quando praticamente tutti sono in vacanza — denuncia Canella —, per emettere un atto del genere. E poi nessuno ha detto niente. Per quanto mi riguarda, come Cisl io dell’atto non sapevo nulla. Ne ho trovato traccia oggi per mail: è allegato un documento del 13 agosto ma è stato inviato alle 12.40 di lunedì. Che modo di fare è? Inoltre questa è una disposizione immediata. Dunque chiederò subito un incontro: ci sono tante cose da chiarire e da correggere».
 

A FARE IMBESTIALIRE i sindacati è la filosofia che sta alla base del provvedimento. Canella ha una formuletta precisa: «Hanno buttato una bomba per pescare quattro trote», dice. «Ma piuttosto pensassero a organizzarsi meglio. Il problema non sono i dipendenti, sono semmai i dirigenti. Non si addebiti l’inefficienza ai dipendenti: è inaccettabile così come è inaccettabile questa circolare. Non mi pare — insiste Canella — che ci sia una volontà di migliorare i servizi quanto piuttosto un intento punitivo. Inoltre fa un po’ ridere questa novità del servizio ispettivo: chi farà questo servizio? Il Comune negli anni ha eliminato tutti gli uscieri perché erano ritenuti inutili e dispendiosi: beh, adesso non è come se tornassimo un po’ indietro nel tempo? Non c’era bisogno di una circolare del genere: bastano i contratti, se applicati. Basta la Legge 165. Basterebbe utilizzare il codice disciplinare. E invece si finisce sempre per prendersela con i dipendenti». Che, al 30 giugno, ammontano a quota 1307.
 

«PER QUANTO mi riguarda sono da bocciare sicuramente i punti sugli sceriffi e anche quello sulle sportine della spesa — afferma Natali —: è chiaro che non si può far la spesa durante l’orario di lavoro, ma che non si possa entrare con una borsina in ufficio mi pare davvero esagerato». E l’obiettivo è sempre rivolto ai dirigenti: «Alcuni stanno più fuori che dentro gli uffici, tra convegni e corsi d’aggiornamento. Perché per una volta non partiamo da lì?». La carabina, insomma, è puntata. E la circolare-Finardi non avrà mica vita facile.

 

di VALERIO BARONCINI










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