Documentario storico del ferrarese d'adozione Fred Kuwornu. Il regista, che ha lavorato con l'americano Spike Lee, sta terminando le riprese del lavoro in cui recitano anche attori professionisti statunitensi
Ferrara, 21 agosto 2008 - FRED KUWORNU autore e regista ferrarese d’adozione (ha infatti studiato al liceo Roiti) ha deciso di fare tesoro dell’esperienza fatta in ‘Miracolo a S. Anna’, il film che Spike Lee ha girato in Italia per raccontare la storia della 92esima divisione dell’esercito americano formata prevalentemente da soldati di colore americani che, nonostante la discriminazione razziale subita negli Usa, sacrificarono la loro vita tra il 1944 e il 1945 per liberare la Versilia e la Garfagnana dall’occupazione nazista, Kuwornu sta infatti terminando le riprese, questa volta nei panni di regista, del documentario storico ‘Discovering Buffalo’ interpretato anche da professionisti americani con cui ha lavorato nel film di Spike Lee.
Così si è recato a S.Anna di Stazzema dove il 12 agosto del 1944 vennero trucidati più di 500 persone dai nazisiti, le truppe naziste, le stesse truppe che compirono stragi nelle località della Versilia per poi arrivare a Marzabotto.
Il suo obiettivo, spiega, più che raccontare cronache militari, è quello di evidenziare storie di amicizia e fratellanza intercorse dai due popoli.
«L’intervista a Enio Mancini, uno dei pochi superstiti alla strage di Stazzema — racconta Fred Kuwornu —, è stato uno dei momenti più toccanti della mia vita. Ho poi sorriso al suo ricordo di quando da ragazzino vide in quelle terre il primo uomo di colore, per l’appunto un soldato della divisione Buffalo».
L’idea di fare questo documentario storico, prosegue, è nata sul set del film di Spike Lee in cui Fred Kuwornu è stato stand in del protagonista Michael Ealy ed assistente alla produzione per circa quattro mesi.
«Ho deciso in quell’occasione — rivela —, vista la mia professione di autore e regista in Rai e visto la mancanza di documentari storici su questo argomento, di produrre questo progetto che oltre ad essere il primo documentario mondiale su questa 92° divisione, raccoglierà anche le testimonianze di partigiani italiani e civili italiani che conobbero questi soldati. Quindi non il classico inno retorico ai veterani di guerra di un Paese, ma un opera che racconterà l'amicizia tra il popolo italiano e questi ‘particolari’ liberatori che spesso furono anche le prime persone di colore avvistate nelle nostre zone».
Le riprese, iniziate a marzo a Roma e Napoli, e poi proseguite a New York , Idaho, Boston, Philadelphia, sono terminate da poco. E a chi chiede a Kuwornu cosa ne pensi Spike Lee, pronta la risposta: «Ha moralmente appoggiato il mio progetto essendo certo che sia un ulteriore modo per far conoscere al mondo le storie di razzismo e segregazione che trovarono al loro rientro in Usa, finita la guerra, questi soldati di colore. Lui lo farà dalle sale cinematografiche con ‘Miracolo a S. Anna’, noi dai piccoli schermi delle reti televisive».
di ISABELLA CATTANIA
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