E' il provvedimento preso dal Gip nei confronti di un funzionario coinvolto nelle indagini già in corso sulle irregolarità in uno degli uffici più importanti del Comune
Ferrara, 26 agosto 2008 -E' stato sospeso dal lavoro per due mesi un funzionario del Comune di Ferrara in servizio allo sportello unico per l'edilizia, l'ufficio coinvolto nell'inchiesta sulle 'mazzette' in Comune cominciata un anno fa e dove almeno quattro impiegati, a quanto e' finora emerso dalle indagini, venivano pagati per velocizzare le procedure.
Si tratta dell'ultimo atto dell'inchiesta in corso da un anno e condotta da Procura e Reparto operativo dei carabinieri, che sta portando alla luce irregolarita' di un ufficio tra i piu' importanti della macchina comunale, quello che rilascia pratiche edilizie, concessioni e autorizzazioni a costruire.
Il provvedimento e' stato deciso nei confronti di Raffaele Turatti, gia' arrestato in giugno e poi liberato perche' gli si contesta un unico episodio, marginale: la sua posizione, pero', da allora si e' aggravata ulteriormente con prove e riscontri a suo carico. Nel provvedimento gli vengono contestati due nuovi casi in cui avrebbe ricevuto soldi e un computer. Il funzionario comunale nega gli addebiti; il suo legale, Gianluigi Pieraccini, dovra' decidere il ricorso contro il provvedimento. La decisione del Gip e' stata adottata per il pericolo di inquinamento delle prove: il funzionario, poiche' - secondo le indagini - corrotto e corruttibile, non puo' e non deve lavorare nell'ufficio, anche se il Comune stesso da tempo gli aveva cambiato mansioni.
Decidendo per le 'ferie forzate', il Gip Piera Tassoni ha pero' negato la richiesta della Procura di arrestare lo stesso funzionario. Il giudice - pur accogliendo le tesi formulate dal Pm Patrizia Castaldini e dei carabinieri del Reparto operativo, che hanno trovato nuove prove e riscontri contro Turatti - ha cambiato il capo d'accusa, dando una valutazione giuridica diversa ai fatti e alle conclusioni degli inquirenti: non piu' concussione, come sostiene la Procura, ma corruzione.
Dunque, se Turatti e' corrotto, i geometri che lo pagavano sono corruttori e ora sono indagati e non piu' vittime del reato come indicato finora nell' inchiesta.
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