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L'ALLARME DEI SINDACATI

"Mille studenti in più: i prof non bastano"

Boom di iscritti, soprattutto stranieri: "Le aule scoppiano e mancano i docenti: è il caos". Il nodo: "Mancano sette insegnanti di inglese per le elementari: è inaccettabile"

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Una lezione scolastica Ferrara, 2 settembre 2008 - MANCANO cento supplenti, decine di insegnanti in organico, le aule scoppiano, gli alunni aumentano a dismisura ma i professori no. Basta? Questa è solo parte della lista dei nodi irrisolti della scuola ferrarese stilata dai sindacati quando mancano appena quindici giorni all’inizio della scuola. Prima campanella il quindici settembre, ma i problemi sono quelli di tutti gli anni. Anzi: «Qualche numero può spiegare bene la nostra situazione — attacca Fausto Chiarioni, Cgil scuola —. Nel 2007 avevamo, contando tutte le scuole di ogni ordine e grado, 3.200 insegnanti. Quest’anno invece ne abbiamo soltanto uno in più, cioè 3.201». E fin qui allora il problema dov’è? «Il problema è che mentre gli insegnanti sostanzialmente rimangono stabili, il numero degli studenti invece aumenta. E lo fa in maniera esponenziale». Nel 2007 gli alunni erano 34.794; quest’anno invece si sta quasi per sfondare il ‘muro’ dei 36mila, con 35.966 iscritti.

«E’ UN NUMERO notevole e in regione soltanto Bologna è cresciuta più di noi — ragiona il sindacalista —. Nel nostro dato hanno sicuramente una grossa influenza gli stranieri, che rappresentano una buona percentuale di questo incremento. Crescono anche i ragazzi con disabilità. Ci sarebbero dunque 1.172 studenti in più da seguire ma i docenti restano gli stessi. Inoltre abbiamo anche problemi con gli insegnanti di sostegno, che sarebbero proprio per queste categorie molto utili. La scuola è in sofferenza e nei nostri istituti, con questi numeri, non sarà garantita la vigilanza. Si parla tanto di bullismo ma poi cosa si fa concretamente?».
In attesa di definizione ci sono diciassette posti fissi (7 per i centri territoriali permanenti, 7 per la lingua inglese, 2 per musica e uno per un corso legato ai nomadi).

A SOFFRIRE saranno soprattutto le scuole primarie, dunque le elementari. Mentre per le superiori la situazione è più definita, alle scuole elementari in diversi istituti rischia di saltare l’insegnamento della lingua inglese: «Mancano i prof, è un pericolo concreto», dicono ancora dalla Cgil. Un problema che va di pari passo con quello delle supplenze: «Per la scuola primaria — denuncia Maria Cristina Vendra, esponente della Cisl — ci sono ancora 110 posti da assegnare; fra questi, 97 riguardano il sostegno. Non sono mica numeri piccoli. Fortunatamente la tornata per le superiori è stata positiva (ci sono pochi residui) e anche per le scuole dell’infanzia non abbiamo avuto situazioni drammatiche».
A differenza degli anni passati, «questa volta c’è stato un buon numero di assunzioni a ruolo e di questo non ci possiamo lamentare — continua la sindacalista —. Il problema è che aumentano le classi e gli alunni, e dunque la situazione è molto complessa».

CI SARANNO, tanto per andare sul concreto, classi con picchi di 28-29 studenti. E in alcuni centri, anche per il grande afflusso di immigrati, il 50% dei ragazzini sui banchi sarà straniero. Questo proprio mentre mancano mediatori culturali, insegnanti di sostegno. «E anche il cosiddetto personale Ata (amministrativo, assistenti, tecnici) — chiudono i sindacati — ormai è ridotto all’osso».

 

di VALERIO BARONCINI










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