Fece lo stesso con un altro minorenne per due anni. L'arresto è avvenuto sabato dopo una lite con la sua vittima, quando si è ribellato alla polizia
Ferrara, 2 settembre 2008 - UNA VITA da vero bullo, da spaccone con i ragazzi più piccoli. Lui che di anni il 24 agosto ne ha festeggiati 19. Daniel Punzetti, ancora lui, si é cacciato nuovamente nei guai con le sue stesse mani. Se prima, per due anni, aveva reso la vita di un 15enne un vero e proprio inferno con sms, minacce, vere e proprie violenze fisiche, da luglio — dopo 6 mesi di domiciliari e dopo la condanna a 7 mesi e 15 giorni del tribunale — le sue angherie si sono spostate su un 16enne della città. Che, a quanto pare, fisicamente somiglia al primo malcapitato e addirittura ha lo stesso nome. Da sabato però Daniel si trova in carcere. L’accusa? Resistenza aggravata a pubblico ufficiale in quanto, dopo aver minacciato la sua giovane «preda», si é scagliato pure contro la polizia ferendo ad una mano un agente. E’ bastato questo ai poliziotti della seconda sezione della Squadra mobile per arrestarlo e trasportarlo all’Arginone dove é in attesa di convalida e direttissima.
I guai per Punzetti cominciano nel 2006 quando prende di mira T. un giovanissimo di Ferrara, oggi 17enne. Partono sms, mail, minacce, telefonate mute anche notturne. Decine ogni giorno. Passa poi ai fatti e alle violenze vere e proprie. T. una volta viene colto di sorpresa mentre é al ristorante: Punzetti gli sbatte la testa sul piatto mentre sta cenando. Davanti ad amici e clienti del locale. Il 19 dicembre 2007 finisce ai domiciliari e lo scorso primo luglio patteggia 7 mesi e 15 giorni. Giura di smettere ma durerà un giorno. Il successivo infatti minaccia ancora T. ma tutto finisce lì.
Già perchè da quel momento in poi se la prende con un altro ragazzino, 16 anni. Stesso modo, stessa violenza, stessa insistenza. Subito il giovane insieme al padre raccontano tutto alla Squadra mobile e, su suggerimento della polizia, sabato, dopo le continue richieste di Punzetti di incontrarsi in piazza Ariostea, decide di farlo. Ma sotto protezione. Il giovane arriva in scooter, Punzetti con la sua fiammante Bmw insieme ad alcuni amici. «Sali, andiamo in un posto tranquillo per parlare», dice il bullo. Ma di fronte ai «no» della vittima, Punzetti gli sottrae casco e giubbotto. Scatta la lite ed ecco gli agenti di polizia, in attesa di quel momento per uscire, identificare e fotosegnalare il 19enne. Ma questo reagisce e nel parapiglia ferisce ad una mano un agente (7 giorni di prognosi). Scattano le manette e il viaggio verso via Arginone. Il tribunale ora deciderà cosa ne sarà del suo futuro.
di NICOLA BIANCHI
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