Dario Paliotto, 89 anni, da un po' stava male. Un passaggio al pronto soccorso e dopo ventiquattro ore è spirato. "Ci hanno detto che si trattava soltanto di un caso di reumatismi"
Ferrara, 3 settembre 2008 - E’ MORTO sotto gli occhi della figlia e della moglie, tre giorni fa all’ospedale Sant’Anna. Dario Paliotto, ferrarese, aveva 89 anni, da qualche giorno non si sentiva bene e il suo stato é peggiorato ora dopo ora. Ma per quell’uomo qualche cosa in più si poteva fare, almeno secondo la figlia Barbara che, in una lettera-denuncia, chiede perché suo padre sia spirato. «Ci sono medici — racconta la donna che sabato pomeriggio sarà davanti al tribunale del malato per raccontare la propria vicenda — che probabilmente ritengono che ricevere assistenza sia un diritto con scadenza, ovvero ci sia un limite d’età per essere assistiti. Superato quel limite si può anche morire visto che la percentuale dei decessi è alta e si diventa solo un piccolissimo decimale che incrementa il totale».
SUO PADRE è stato portato dalla moglie, che di anni ne ha 79, al pronto soccorso del Sant’Anna tre giorni fa in quanto «dolorante da qualche tempo e debilitato». Ma in corso Giovecca, secondo la ricostruzione di Barbara, dopo una radiografia, l’avrebbero dimesso poco dopo: «Può andare a casa sono reumatismi».
«A causa di un’insistenza di mia madre — riprende la testimonianza — per un ricovero che potesse chiarire la situazione, in modo tutt’altro che professionale e a mio parere civile, il medico ha sentenziato ‘non abbiamo letti da occupare per i reumatismi. All’ennesima implorazione di mia madre la risposta, in modo sempre molto poco educato, è stata la seguente: ‘Allora lo portiamo alla Quisisana’».
MA DAVANTI all’ultima richiesta di ricovero al nosocomio di corso Giovecca, «motivata da un problema oncologico che lo accompagna da anni», la risposta sarebbe stata la stessa: «Deve essere portato alla Quisisana!». La soluzione, per la famiglia, non appare sufficiente. «Con tutto il rispetto che nutro per una casa di cura (convenzionata con l’Azienda Usl) che ospita e assiste da anni tanti anziani lungodegenti, — dice ancora la donna — mi trovo a dissentire su questa scelta, perché ritengo che non sia attrezzata con una medicina d’urgenza».
INTANTO nell’arco della giornata le condizioni di salute di Dario Paliotto peggiorano «davanti ai miei occhi e a quelli di tutti i membri della nostra famiglia. Continuavamo increduli a chiedere assistenza, spiegazioni ed a soccorrere personalmente mio padre che è deceduto durante la notte (a meno di 24 ore dal primo ‘avvistamento’ in pronto soccorso) all’arcispedale Sant’Anna dopo essere stato trasferito ormai in coma irreversibile».
LA FIGLIA ora vuole spiegazioni. «Non sono a denunciare un intervento medico non appropriato (non ho le competenze per farlo … forse lo faranno altri)», quanto meno a «condannare un comportamento poco professionale ed etico». Due sono i crucci principali che la stessa, dalla morte di suo padre, si é posta e che non la lasciano «dormire sonni tranquilli». Se l’89enne, si chiede Barbara, «non fosse stato accompagnato da una anziana signora, avrebbe ricevuto lo stesso trattamento?». E inoltre, «se avesse avuto qualche decennio in meno avrebbe ricevuto la stessa attenzione?». Domande a cui «non potrò mai dare una risposta … purtroppo!». Oggi pomeriggio intanto, nella chiesa di Marrara, verrà dato l’ultimo saluto al pensionato.
Sabato 6 e domenica 7 settembre, l'aeroporto di Ferrara ospiterà un evento internazionale tutto dedicato all'elemento aria. Esposizioni, acrobazie ma anche solidarietà LEGGI LA NOTIZIA