L'amarezza di Nicola Castaldi (Federalberghi). Sul sito del Festival si consiglia soltanto un hotel: ed è addirittura in un'altra regione
Ferrara, 3 settembre 2008 - NICOLA CASTALDI, presidente provinciale di Federalberghi-Confcommercio, non vuole credere ai suoi occhi. Occhi che non riesce a staccare dal video del computer. Sullo schermo lampeggia la pagina con le ‘info turistiche’ del sito della rassegna internazionale del musicista di strada che alla voce ‘Dove dormire’ scrive: Il consiglio del Ferrara Buskers Festival... e di seguito solo il nome di un hotel. Di Occhiobello.
«La situazione non è grave ma gravissima — tuona Castaldi —. E’ preoccupante non solo per l’economia del turismo ma anche per l’immagine del turismo stesso. Mettiamoci nei panni di uno spettatore del Buskers Festival che viene mandato a dormire a 20 chilometri dalla città dove si svolge la manifestazione. Che idea si può fare?».
C’è poi, non nega Castaldi, anche un discorso strettamente legato ad una pubblicità che l’organizzazione del Festival ha in questo modo fatto a una struttura che non è del territorio comunale o provinciale e neppure regionale.
Pubblicità con tutta probabilità legata ad un aiuto economico (alcuni musicisti invitati sono stati ospitati nell’hotel di Occhiobello) ricevuto a sostegno dell’evento.
«Come Federalberghi — prosegue Castaldi — non mi è stata fatta alcuna richiesta di collaborazione in tal senso e non capisco proprio perché visto che non ci saremmo certo tirati indietro. Lo stesso avrebbe fatto l’Ascom, che tra l’altro è tra gli sponsor».
Ma il pollice verso, e l’amarezza, non sono solo nei confronti dell’organizzazione.
«Se, come credo, con questo hotel c’è una collaborazione, questa non favorisce certo gli interessi della comunità. E qui mi pongo un altro interrogativo: perché il Comune di Ferrara che versa una forte somma a sostegno della manifestazione non ha rimarcato la cosa?In fondo più di una volta gli amministratori hanno giustificato l’aiuto a certi eventi di stampo cultural-turistico proprio per il ritorno economico che questi portano al territorio».
Del resto, considera Castaldi, «il Comune investe ma poi permette cose che allontanano i turisti come il fatto di consentire, durante il Festival, di aumentare il costo dei parcheggi e dilatare l’orario in cui la sosta è a pagamento. Sentissero, a palazzo municipale, le lamentele che ho udito».
Per Castaldi è arrivata l’ora di spegnere il computer e idealmente cestinare quella pagina del sito del Ferrara Buskers Festival. Non senza amarezza. «Il problema vero è che non esiste collante — si congeda il presidente di Federalberghi —: questo da parte del pubblico, ma anche del privato. Così quelle poche manifestazioni importanti che riusciamo a creare non siamo però in grado di tenercele».
di ISABELLA CATTANIA
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