Il sindaco di Ferrara commenta così il pronunciamento del Tar dell'Emilia- Romagna che consente ad Hera di superare, nel 2008, il limite delle 30mila tonnellate di rifiuti speciali da bruciare nell'inceneritore di Cassana
Ferrara, 3 settembre 2008 - "Una vittoria di Pirro, per ora". Non ha dubbi il sindaco di Ferrara, Gaetano Sateriale, su come definire il pronunciamento del Tar dell'Emilia- Romagna che consente ad Hera di superare, nel 2008, il limite delle 30mila tonnellate di rifiuti speciali da bruciare nell'inceneritore di Cassana. Il primo cittadino sottolinea che "il vincolo totale delle 130mila tonnellate annue tra urbani e speciali rimane valido" e che, comunque, "il tetto ai secondi viene tolto solo fino al prossimo 31 dicembre".
Insomma piazzetta municipale (socio della multiutility bolognese al 2,7% insieme con altri municipi del territorio ferrarese) non ci sta a passare per sconfitta, e punta- sulla linea del fronte ambientalista che ieri aveva parlato di decisione del Tar "provvisoria" e di "mera natura cautelare"- a ridimensionare l'affermazione della controparte di fronte ai giudici di Bologna.
Dello stesso avviso l'assessore provinciale all'Ambiente Sergio Golinelli, il quale rimarca che "quella di Hera e' una vittoria senz'altro relativa, dal momento che su due aspetti in particolare le sue richieste non sono state accolte. Anzitutto- specifica l'esponente del Castello- l'azienda chiedeva il superamento del vincolo delle 30mila tonnellate 'sine die', mentre l'ha ottenuto solo con riferimento al 2008. Inoltre, il limite delle 130 mila rimane, e le prescrizioni dell'Aia, come il vincolo di provenienza delle scorie, non vengono intaccate". E, comunque, parlare di vittorie o sconfitte all'assessore non sembra in generale proprio opportuno ("mica si sta giocando una partita di calcio"). Sul fatto che sono state le istituzioni a prevedere un impianto da 142mila tonnellate, Golinelli precisa che i principi generali devono rimanere quelli della "soddisfazione delle necessita' territoriali" e della consapevolezza che il termovalorizzatore di via Diana "non e' un impianto industriale generico, bensi' un servizio pubblico, e come tale deve operare".
Sia Sateriale sia Golinelli, in ogni caso, prima di "gestire" la vertenza di lunedi' e di muoversi concretamente (Medicina Democratica e Wwf ieri dopo aver annunciato di presentare un'istanza di fissazione a breve dell'udienza invitavano Provincia e Comune ad avere "analoga premura") scelgono per il momento di continuare a valutare le motivazioni dei giudici bolognesi. Quelle che hanno considerato il tetto delle 30mila di speciali, in sostanza, non un limite insuperabile intrinseco alle caratteristiche dell'impianto.
Resta il fatto che il responso del Tar due indicazioni chiare sembra averle date. In primo luogo, dice che la Provincia deve, di fatto, scegliere quale limite fissare (o sul totale o sugli speciali). In seconda battuta, e' vero che il tetto viene tolto solo con riferimento al 2008, ma e' altrettanto certo che dal primo gennaio a Cassana verranno bruciati tutti i rifiuti della Provincia. Con ogni probabilita', dunque, quindi raggiungere i quantitativi necessari per garantire il funzionamento della seconda linea dell'inceneritore a tutti gli effetti. Senza piu' sospensive, appunto, "speciali".
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