Savini incalza i vertici della spa: "Toni arroganti, pensano soltanto a fare cassa". Polemica: "Chissà perchè è stato abolito il più economico disco orario". Le società: "Così come per gas, acqua, rifiuti, ormai il sistema sfugge ai controlli pubbici"
Ferrara, 16 settembre 2008 - «IL PRESIDENTE DI Ferrara Tua Sergio Foschi non può respingere con arroganza le critiche sulla ‘politica’ della società dei parcheggi: capisco che si senta intoccabile, perchè nominato dal sindaco, ma dovrà pur tollerare che un consigliere comunale possa pensare all’interesse dei cittadini che gli hanno conferito, con il voto, il mandato di rappresentarli». Si inasprisce la polemica, interna come vedremo alla maggioranza, sulla gestione della sosta; nei giorni scorsi, dopo le sferzate del segretario del Partito Socialista Sergio Alberti e del presidente del Consiglio comunale Romeo Savini, l’amministratore unico di ‘Ferrara Tua’ Sergio Foschi era intervenuto con una replica piccata, tacciando neppure troppo velatamente di incompetenza i due esponenti del centrosinistra. «Non mi meraviglia che Foschi si preoccupi innanzitutto di aumentare i ricavi della società che amministra — afferma Savini —, mi meraviglia però che salga sul pulpito per redarguire un consigliere che ha critica un’azienda che, al pari di altre che gestiscono pubblici servizi, sembra più attenta ai problemi dei propri bilanci che non a quelli dei cittadini».
Per quanto riguarda la sosta, il presidente del Consiglio comunale ricorda un elemento: «Lo stesso risultato della rotazione degli stalli, tanto vantato da Foschi, si può raggiungere senza costo per il cittadino semplicemente consentendo di parcheggiare con il disco orario — dice Saini —, continuando un uso, chissà perchè, in via di estinzione. Il vantaggio della custodia, del resto, è irrilevante perchè non se ne percepisce concretamente l’effettuazione». Ma il tema si allarga dai parcheggi ad altri settori: «Da quando gli enti locali si sono lanciati nella corsa alla privatizzazione senza liberalizzare la concorrenza — afferma l’esponente socialista —, affidando a società di capitale pubblico la gestione dell’erogazione dell’acqua, del gas, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, dell’illuminazione pubblica e, come a Ferrara, dei parcheggi, mai come ora i cittadini si sono sentiti abbandonati dalle rispettive amministrazioni comunali ed esposti alle pretese, non solo tariffarie, delle aziende che operano in regime di monopolio».
Una situazione, è lapidario Savini, «intollerabile: se non vi porrà rimedio chi l’ha creata, sarà costretto a intervenire il legislatore, imponendo ai Comuni di dotarsi strumenti idonei di controllo sull’operato delle aziende». Ma il tema è quello dei parcheggi: «Ferrara Tua si muove nella logica delle... sorelle maggiori quotate in Borsa: fare l’interesse dell’azionista a qualunque costo». Al punto da spingere «per estendere ovunque la sosta a pagamento, progetto fermato in extremis in sede di rinnovo del contratto di gestione — ricorda Savini —, o gli investimenti ed i progetti come quello dell’allargamento di San Guglielmo, in cui vengono abbattuti anche molti alberi, che nessuno ha presentato al Consiglio comunale. Tutto legittimo, ma il fine di drenare risorse finanziarie per conto della proprietà pubblica non può giustificare l’impiego di ogni mezzo».
Si tratta, per il presidente del Consiglio, «di una sorta di ‘gabella’, costituisce un mostruoso errore che contraddice i progetti e i programmi volti a valorizzare il centro storico. E’ stato detto e scritto tante volte che il cuore della città pulsa solo se viene concepito come un grande centro di servizi pubblici e privati, in cui palazzi, piazze, strade, illuminazione, arredo urbano appaiono quali pezzi di un unico accogliente salotto, aperto a tutti e facilmente raggiungibile con ogni mezzo — sottolinea Savini nel suo j’accuse a Foschi —. Senza mettere in discussione le aree pedonali e le zone a traffico limitato, anzi pensando di ampliarle per migliorare la qualità del vivere, bisogna prendere atto che l’impiego della bicicletta e dei mezzi pubblici (tutt’altro che a buon mercato!) non bastano a soddisfare il bisogno di mobilità dei ferraresi. Piaccia o no, oggi la maggior parte della gente usa l’auto privata, vuole potersi fermare non troppo lontano dal luogo che intende raggiungere e non sopporta di dover pagare balzelli di sorta».
di STEFANO LOLLI
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