Appello a stabilire "dati certi sul controllo dell'inquinamento". Anche l'associazione ora sollecita sindaco, giunta e l'onorevole Bratti a fornire dati più chiari sulle emissioni. Arpa sotto accusa
Ferrara, 2 ottobre 2008 - Riparte da Legambiente il ‘pressing’ sulla centrale a turbogas. In una lettera inviata ieri al sindaco Gaetano Sateriale, agli assessori all’Ambiente e al Petrolchimico Mascia Morsucci e Raffaele Atti, ed al parlamentare del Pd Sandro Bratti («coinvolto in più fasi e in più forme nella vicenda turbogas», si legge nel documento), il direttivo dell’associazione ecologista chiede un impegno formale alle istituzioni.
La centrale è ormai in fase di collaudo, dalla primavera 2009 si prevede l’ingresso in esercizio dell’impianto, ma Legambiente evidenzia «un problema contingente, originato dal fatto che nel corso di un recente sopralluogo al Petrolchimico, nell’ambito della Festa dell’Ambiente del Pd, uno dei responsabili della Sef (l’ing. Dessì, ndr), ha affermato che la centrale si sta predisponendo per lavorare a pieno regime, e non secondo i limiti di funzionamento necessari a rispettare la prescrizione imposta dalla Valutazione d’Impatto Ambientale del 2002». Come si ricorderà, nella prima autorizzazione ministeriale — cardine sin qui di ogni successivo sviluppo della vicenda —, è stato imposto il vincolo tassativo di non superare l’emissione di 1085 tonnellate annue di ossidi di azoto per non aumentare l’inquinamento dell’aria.
«L’affermazione del dirigente di Sef Enipower non si concilia tuttavia — riprende Legambiente — con le affermazioni rassicuranti che da anni, ormai, vengono ripetute dal sindaco Sateriale e dagli assessori competenti, secondo i quali la centrale a turbogas verrà autorizzata a funzionare con modalità che ne garantiscano un effetto, in termini di emissioni, pari e non superiore alla situazione attuale, e comunque al valore di riferimento appena citato».
Quantità di emissioni su cui, evidentemente, Legambiente ha «più di una perplessità». Soprattutto per un paio di situazioni presenti tra città e provincia: la prima è rappresentata dalla recente sentenza del Tar che ha accolto la richiesta di Hera di bruciare un maggior quantitativo di rifiuti speciali per il 2008. la seconda, la vicenda della centrale a biomasse di Bando: «C’è stato uno sforamento dei limiti emissivi degli inquinanti per micropolveri, monossido di carbonio e acido cloridrico. Controlli ripetuti dal 1998 al 2007 senza che l’Arpa, deputata al controllo, abbia mai segnalato nulla in merito».
Ma che c’entrano queste due situazioni, apparentemente esterne ed estranee alla centrale, con le emissioni della turbogas? «Una volta autorizzato un impianto per una data potenzialità — riprende il documento del consiglio direttivo di Legambiente —, è molto difficile, anche in termini legali, ricondurlo ad una attività di minore potenza». Il secondo aspetto riguarda l’attività di monitoraggio e verifica: «La situazione dei controlli sull’effettivo rispetto dei limiti è al momento tale da non lasciare alcuna garanzia alla cittadinanza — la brusca sottolineatura degli ambientalisti —, poichè l’Arpa ha dimostrato di essere totalmente inefficiente ed inefficace».
Di qui l’invito, perentorio, indirizzato al Comune ed all’ex assessore all’Ambiente Sandro Bratti — oggi, oltre che parlamentare, esponente dell’area ‘Ecologisti Democratici’ del Pd —, perchè tornino a spiegare, più chiaramente forse di quanto sia stato fatto sino ad oggi, «come intendono mettere in atto gli impegni presi ufficialmente di fronte alla cittadinanza, in merito alle garanzie di contenimento dell’inquinamento che deriverà dalla centrale a turbogas».
A Sateriale & C. si chiede dunque un atto di chiarezza, perchè i tempi prima dell’accensione definitiva del maxi impianto, cominciano a stringere.
di STEFANO LOLLI
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