Migliorie già pagate nelle bollette: "Ma quante sono state effettuate?". Il dubbio, i Vedri denunciano il caso: "L'Agenzia di Ambito controlla i piani dei gestori?"
Ferrara, 6 ottobre 2008 - ACQUA AZZURRA, acqua chiara, cantava Lucio Battisti. Ai Verdi basterebbe almeno il secondo punto: perchè sugli interventi per il ripristino delle condutture idriche e le conseguenze delle ‘falle’, si apre un vero e proprio giallo. Nei panni di Miss Marple, la presidente del gruppo ecologista Barbara Diolaiti: «Gli interventi per il ripristino delle condutture e gli investimenti per la miglioria della rete idrica sono già stati coperti economicamente — esordisce —, grazie alle tariffe pagate dagli utenti». Non è chiaro però se i lavori sono stati concretamente effettuati, almeno in misura compatibile con gli introiti che i gestori (Hera innanzitutto, ma anche il Cadf del Basso Ferrarese) hanno già acquisito dai cittadini allacciati alla rete. Il dubbio, che la Diolaiti rilancia al sindaco in un’interrogazione protocollata sabato, nasce dalla «Convenzione stipulata nell’aprile scorso tra l’Agenzia di Ambito e la stessa Hera, in cui si afferma testualmente ‘che gli investimenti ad oggi non realizzati ma non decurtati, si intendono interventi da realizzarsi nelle prossimi annualità, avendo trovato copertura finanziaria nel precedente triennio’».
Traduzione dal... burocratese: «Il gestore avrebbe acquisito tramite le bollette somme, forse ingenti, destinate agli interventi di miglioria della rete — afferma la Diolaiti —, ma parte dei lavori non sarebbero stati ancora effettuati». Ciò pone sotto una lente interrogativa non solo e non tanto Hera, «ma anche il ruolo dell’Agenzia di Ambito il cui scopo essenziale è quello di porre in atto controlli sulla qualità e l’efficienza del servizio — dice la presidente dei Verdi — e sulle tariffe applicate all’utenza». In merito proprio alla qualità del servizio idrico, la Diolaiti ricorda «come nell’ottobre 2005 i responsabili di Hera, in Commissione consiliare, garantirono che in breve tempo le perdite di rete sarebbero state ridotte al 22-25%». Siamo ancora molto lontani: «La relazione annuale per il 2006 dell’Agenzia di Ambito riportava un dato ancora molto elevato: 34,6% per Hera e 41% per il Cadf», prosegue l’ambientalista che invoca perciò dati «più aggiornati, più chiari e più trasparenti». Il problema va dunque al di là degli investimenti e degli interventi comunque costantemente annunciati da Hera: la Diolaiti chiede al sindaco (e indirettamente al presidente della Provincia) «se il controllo dell’Agenzia di Ambito sul servizio idrico si esplichi esclusivamente attraverso la presa visione della relazione annuale del gestore — il quesito dell’esponente dei Verdi —, o se siano attivi anche altri strumenti di controllo diretto, a tutela dell’utenza». Si tratta di una domanda retorica, perchè la struttura dell’Ato — presieduta da qualche mese da Paolo Panizza del Pd — «è formata da cinque persone, in carica politica e dirigenziale, e forse non ha i connotati tecnici per verificare la gestione idrica ed i suoi problemi». Perciò la Diolaiti chiede di verificare «se gli investimenti garantiti sono stati effettivamente attuati».
di STEFANO LOLLI
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