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CALCIO / PRIMA DIVISIONE

Una Spal irresistibile fa secca la Reggiana

I biancazzurri salgono al secondo posto. Prestazione perfetta, divertente e spettacolare: da anni non si vedeva giocare così. Bracaletti e Quintavalla firmano i due gol

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La gioia dei giocatori della Spal Ferrara, 6 ottobre 2008 - CAPOLAVORO SPAL. Corre sulla via Emilia, da Ravenna a Reggio Emilia, il filo d’oro del bel gioco della squadra di Dolcetti, e delle vittorie che ne sono logica conseguenza. Come e più che al «Benelli», la Spal al «Giglio» ha inscenato una prestazione scintillante, praticamente perfetta. Unico neo, aver fatto soffrire fino al 36’ della ripresa il gol del raddoppio che suggella il suo bel derby. Ma per il resto è stata grande Spal, su tutta la linea.

Difesa solidissima, centrocampo manovriero palla a terra e sempre padrone del gioco, attacco che si vorrebbe magari più «cattivo», ma comunque all’altezza del lavoro di squadra. Grinta, voglia, fisicità. E gioco. Un calcio così si è visto raramente da molti anni a questa parte, e di questo si deve dare atto ad Aldo Dolcetti che ha assemblato in fretta il giocattolo.
 

Vale la pena di soffermarsi sul gioco — al di là dei risultati che lanciano la Spal al secondo posto insieme al Padova — perchè è la garanzia migliore di un buon campionato. Se la Spal non perde questa umiltà, ha tutte le doti per rifulgere e magari restare attaccata all’alta classifica. Inutile adesso volare più in alto: ma se questa fosse la Spal di qui a giugno, si può guardare avanti con ottimismo.
Centi & c. in effetti hanno surclassato la Reggiana, di cui la Spal dopo anni di batoste è misteriosamente diventata la bestia nera. Se il presidente granata Veroni alla fine si chiedeva se la sua squadra avesse giocato in undici, è perchè in campo si è visto tanto bianco e azzurro e molto poco granata. Dolcetti ha puntato fin dall’inizio su una gara d’attacco. Quindi dentro Ghetti a consolidare la difesa, e Agodirin invece di Quintavalla o Martucci per avere una punta in più davanti con caratteristiche di gran velocità. Pur approssimativo sul piano tecnico, «Ago» ha ripagato il tecnico con una prova-champagne, rivelandosi una bella spina nel fianco di Bruno, terzino d’attacco così costretto a starsene più del solito sulla linea più arretrata. Non era la scaramantica mossa dell’ex, la scelta del nigeriano, ma un preciso disegno tattico.
 

La Spal è parsa subito più in palla dell’avversario, a prescindere. Fin dai primissimi minuti ha mostrato più voglia e capacità di insediarsi nella metà campo avversaria, sembrando a tratti la squadra che giocava in casa. La sua fortuna, materializzatasi al 21’, se l’è meritata tutta. E’ chiaro che sul gol di Bracaletti un doppio aiuto c’è stato, sotto forma della maligna deviazione di Mallus e dell’errore di calcolo del portiere Ambrosio, troppo impegnato a evitare la correzione di Arma per accorgersi che la palla stava spiovendo nel suo sacco anche senza. Ma già lì l’inerzia della gara diceva Spal.
 

La Reggiana? Non pervenuta, non fino alla fine del primo tempo, quando su corner Arma la graziava fallendo l’incornata in perfetta solitudine che dovrebbe essere la sua specialità.
Anche l’avvio di ripresa era favorevole alla Spal, ma nel secondo tempo la Reggiana se non altro ci provava. Con poco costrutto, però: due conclusioni abbondantemente a lato di Dall’Acqua e Falconieri erano l’unica sua moneta da spendere. Assai più insidiosa la sarabanda inscenata da Cazzamalli, Arma, Bracaletti e Agodirin sotto il naso di Ambrosio, chiamato a un paio di interventi. La Spal sembrava più vicina al raddoppio di quanto i granata non fossero in punto di pareggio. E il 2-0 sul più classico dei contropiede tutto confezionato dai due «panchinari» appena entrati, Martucci-assist e Quintavalla-gol, dava a Dolcetti la gioia di poter sottolineare come la vittoria premiasse tutto il gruppo e non solo i primi undici.
 

L’impennata granata era tardiva. Al 90’ Falconieri segnava a gioco fermo per un suo mani e al 92’ Maschio sporcava i guanti di Capecchi per la prima volta. Sulla scomposta respinta del portiere goleava Dall’Acqua, pescato però in fuorigioco. E comunque, ormai le luci si erano spente. Della Spal non si può non esaltare la prestazione dei difensori. Anche se tutto il complesso ha girato benone, quelli là dietro, opportunamente protetti, non hanno fatto passare un pallone. Zamboni è stato insuperabile. E le spalle coperte sono il primo segreto di ogni vittoria


 

di MAURO MALAGUTI










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