Rischia la vita. Il caso per ora è controverso: accusa problemi respiratori non legati al virus. Ad ore si saprà la causa esatta. Il paziente ha seri problemi respiratori: è al Sant'Anna
Ferrara, 7 ottobre 2008 - A CONFERMARLO sono stati gli esami del laboratorio dell’Istituto superiore di sanità a Roma: il primo caso di West Nile in Italia è stato registrato a Medicina (Bologna). Il virus, trasmesso dalla puntura di una zanzara infetta, ha provocato la meningite in una donna di più di 80 anni, ricoverata all’ospedale di Imola. Ora c’è un caso sospetto anche a Ferrara.
La notizia arriva da una nota dell’Ausl che fa riferimento ad un paziente ricoverato all’ospedale Sant’Anna affetto da meningoencefalite da West Nile. «E’ stata confermata nella tarda serata di venerdì — recita la nota — dal Centro regionale di riferimento per le emergenze microbiologiche (Crem) del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, la diagnosi di meningoencefalite da West Nile in un uomo residente nel ferrarese. E’ attualmente ricoverato all’ospedale di Ferrara».
CINQUANTENNE. Poco di più si sa di questa persona: è un uomo sui 50 anni che abita nella nostra provincia, lavora fuori Ferrara in un luogo all’aria aperta ma non a contatto con animali. Dopo un primo ricovero nel reparto di Malattie infettive, si trova attualmente in Terapia intensiva per problemi respiratori. Fonti mediche dicono che sarebbe in pericolo di vita ma non per il West Nile (che deve ancora essere confermato e la risposta decisiva è attesa per oggi) bensì proprio per i problemi alle vie respiatorie. Dunque, sempre stando a fonti sanitarie, le due patologie per il momento non sarebbero legate in nessun modo.
COS’E’? La febbre West Nile è una malattia provocata da un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con gli infetti. Il virus colpisce anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare a seconda dell’età della persona. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Nelle situazioni critiche (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.
DISINFESTAZIONE Intanto la provincia di Ferrara è coinvolta dal Piano straordinario di sorveglianza di West Nile Disease, messo in atto dalla Regione dal 23 settembre. «Sono stati disposti — continua la nota dell’Ausl — interventi di disinfestazione straordinaria in tutta la provincia e proseguono la sorveglianza veterinaria, umana ed entomologica da parte dei servizi dell’azienda Usl, dell’azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale».
di NICOLA BIANCHI
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