Notizie Ferrara
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
ERA L'AUTISTA DEL COMANDANTE

Rubò 386mila euro di benzina, la condanna è definitiva

In nove anni, dal 1991 al 2000, l'appuntato ha compilato moltissime cedole false per il ritiro di carburante e gasolio. Ai tempi dei fatti era in servizio alla Compagnia di Copparo. Dovrà risarcire 436.209 euro

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Una volante dei carabinieri Ferrara, 7 ottobre 2008 - Faceva l'autista del comandante e in nove anni si e' intascato oltre 386 mila euro compilando una marea di false cedole per il ritiro di carburante e gasolio. In parte le utilizzava per fare benzina alla propria auto, in parte invece si faceva consegnare il denaro in contanti da distributori consenzienti. Gia' condannato dal Tribunale militare di La Spezia nel 2003 e da quello di Ferrara nel 2004 (per appropriazione indebita), ora per il carabiniere Michele Pascale, al tempo dei fatti (tra il '91 e il 2000) in servizio alla Compagnia di Copparo, in provincia di Ferrara, e' arrivata anche la condanna della Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna, che presenta all'appuntato scelto un "conto" molto salato. E contestualmente autorizza la Procura regionale della Corte dei Conti a eseguire nei suoi confronti il sequestro conservativo di beni fino all'importo che deve risarcire: cioe' 436.209 euro. Una somma in cui rientra prima di tutto l'intero danno erariale causato al Comando generale dell'Arma, 386.209 euro, pari agli oltre 106 mila litri di benzina e ai quasi 35 mila litri di gasolio prelevati irregolarmente.
 

A questi si aggiungono i 45 mila euro di danno d'immagine (al Ministero della Difesa e in particolare al "prestigio" dell'Arma) e altri cinque mila per il cosiddetto "danno da disservizio", in cui rientrano anche i soldi che sono stati spesi per scoprire la sua attivita' fraudolenta. Compreso il costo delle perizie grafiche fatte dai Ris di Parma per accertare la falsita' delle firme sulle cedole per il ritiro del carburante. Nel "danno da disservizio", infatti, si legge nella sentenza della Corte dei conti del 25 giugno scorso (depositata l'8 settembre), vanno conteggiati il dispendio di energie per ricostruire la contabilita' mancante o contraffatta, i costi di ispezione e quelli di riorganizzazione degli uffici. Infine il militare dovra' pagare 1.423 euro di spese legali.
 

Pascale oggi ha 45 anni e finora, per aver truffato l'amministrazione militare, ha collezionato soltanto due patteggiamenti. Il primo davanti al gup militare di La Spezia, il 30 settembre 2003, dove ha patteggiato un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) per appropriazione indebita. Il secondo, invece, il 4 giugno 2004 davanti al gup del Tribunale di Ferrara, dove ha patteggiato sei mesi (in continuazione con i reati della precedente condanna). Anche in questo secondo processo (in cui i due distributori consenzienti di Copparo sono stati condannati un anno e cinque mesi a testa), per Pascale il Tribunale ha decretato la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziario. Ora, pero', per Pascale cominciano i guai: la Corte dei Conti ha infatti dato ascolto alla Procura regionale contabile: e' dell'1 marzo 2007 la richiesta al Presidente della Corte dei conti di autorizzare il sequestro conservativo dei beni di Pascale in vista dell'"urgenza di garantire le ragioni erariali".

L'indagine della Corte dei Conti, svolta dalla Guardia di finanza, prende il via nel 2001 dopo la segnalazione della Procura militare di La Spezia, che sta indagando su Pascale per il reato di truffa pluriaggrvata continuata. La Finanza ha accertato un vero e proprio "sistema fraudolento" orchestrato dal militare ai danni dell'amministrazione. Ma la Corte dei Conti si sta occupando anche di chiarire le responsaiblita' di altri militari coinvolti.
 

Pascale, in qualita' di addetto alla contabilita' dei carburanti, era incaricato del ritiro periodico delle cedole per benzina e gasolio. Quello che la Finanza ha scoperto e' che il carabiniere, con "artifizi e raggiri", aveva curato una e vera e propria "doppia contabilita'": in pratica, all'Ufficio gestione del Comando regionale il militare faceva pervenire richieste di carburante sistemativamente "gonfiate", mentre alla Compagnia di Copparo la documentazione era quella confacente le necessita'.
 

L'ispezione fatta tra il '99 e il 2000, ha accertato che Pascale aveva firmato richieste per 109.561 litri di benzina e 41.442 di gasolio, a fronte di un consumo reale (registrato al Comando di Copparo) di 3.446 litri di benzina e 6.642 di gasolio. Di qui l'ammanco di carburante, sotto forme di false cedole, per oltre 386 mila euro. Pascale si serviva in vario modo delle finte cedole: faceva benzina per la sua auto, le trasformava in soldi (grazie a due benzinai complici che ne intascavano una percentuale) e in parte faceva anche acquisti di beni mobili.
 

La Corte dei Conti parla di "rilevantissimo danno di immagine" all'Arma, per il grande risalto che la vicenda ha avuto livello locale e per "l'effetto deprimente e demotivante patito dai colleghi". Pascale non si e' mai difeso davanti alla Corte dei Conti: non si e' presentato in aula e non ha nominato un legale.
 










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Ebi

Count down allo start del campionato

Si aprirà il 12 ottobre, con sette giorni di ritardo rispetto al previsto, il sogno A1 di Ferrara. La città risponde con entusiasmo nei confronti della campagna abbonamenti. La prima in casa il 19 con Pesaro IL CALENDARIO

Pancia da birra

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli