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LA POLEMICA

Nasce l'associazione "Vittime della polizia municipale"

L'ha fondata il consigliere di An Francesco Rendine, proponendo più sicurezza e meno vigili a caccia di multa in centro. La risposta dell'assessore Raffaele Atti: "E' sconcertante"

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vigili urbani Ferrara, 8 ottobre 2008 - "Cosa vogliamo? Evitare che la polizia municipale venga vista dai cittadini di Ferrara come un nemico, che li colpisce a suon di multe piuttosto che tutelarli e garantirne la sicurezza". Questo il senso che il consigliere comunale di An Francesco Rendine vuole continuare a dare alla sua battaglia politica contro i vigili urbani della citta', rispetto alla quale questa mattina, al fianco dei colleghi azzurri Massimo Masotti e Massimo Pierpaoli, ha esplicitato le prossime mosse.
 

Anzitutto, dare vita all'associazione "Vittime della polizia municipale", i cui dettagli saranno oggetto della manifestazione gia' prevista per sabato alle 17 in piazza Trento e Trieste. A chi osserva che l'espressione "vittime" potrebbe dare adito, per lo meno, a qualche equivoco (lo stesso Pierpaoli non nasconde che avrebbe preferito "perseguitati"), Rendine risponde: "Il tempo sara' galantuomo. Sabato capiremo dalle testimonianze dei cittadini se, rispetto all'associazione, il nome e la tipologia che abbiamo proposto godono del necessario consenso. Noi crediamo- osserva l'esponente Pdl- che a proposito i presupposti esistano eccome, ma se solo la meta' piu' uno dei contributi offerti dalla cittadinanza sara' di parere contrario saremo i primi a riconoscere di avere sbagliato".
 

Ma in che modo l'iniziativa promossa oggi dai tre consiglieri di opposizione vorrebbe, dunque, contribuire a far si' che la citta' torni a voler bene ai propri vigili? "La nostra alternativa- spiega Pierpaoli- dice, nell'ordine, piu' sicurezza per i ferraresi, meno vigili nel centro storico a caccia di occasioni di contravvenzione nei parcheggi, piu' pattuglie nelle vie di accesso alla citta' oggi come oggi sguarnite da controllori del traffico, piu' controlli sulla legittimita' e la regolarita' delle persone nullafacenti presenti sul territorio ferrarese".
 

I protagonisti assicurano di avvertire tutta l'urgenza politica della questione: "Ci proponiamo- prosegue Rendine- alla guida di questa citta', vogliamo una polizia municipale amata al pari di tutte le altre forze dell'ordine, che mediamente in Italia godono dell'affetto della gente". Ma chi rappresenterebbe la causa della "disaffezione"? I tre non hanno dubbi ma, allo stesso tempo, non fanno troppe distinzioni "dato che il comandante Carlo di Palma, forte della 'piena fiducia' del suo assessore di riferimento Raffaele Atti, continua a dire che risponde direttamente al sindaco Gaetano Sateriale".
 

Ma ecco la risposta dell'assessore alla sicurezza pubblica, Raffaele Atti. Eccola:

"Sconcerta che un Consigliere comunale (quand’anche di opposizione) si cimenti nella costituzione di un’“Associazione delle vittime della Polizia municipale di Ferrara” come annunciato oggi sulla stampa locale e, ricordando che “associazioni di parenti delle vittime” si registrano finora per quelle della strada e per quelle di stragi, si coglie l’enorme aberrazione dell’iniziativa.
 

Identificare come “vittima” chi è colpito da sanzioni dagli appartenenti al Corpo di P.M. significa sottintendere che la sanzione è iniqua (sempre) e che il comportamento è vessatorio (sempre), e dunque legittimare la reazione rissosa a cui si abbandonano pochi, ma sempre più numerosi cittadini, che pensano che le regole vadano rispettate solo dagli altri.
 

Quando un esponente istituzionale fa credere che esista un tale rilievo da rendere necessaria un’azione di tutela collettiva quale la creazione di un’“associazione”, oltre a distorcere gravemente i dati della realtà, come più volte dimostrato ad esempio in materia di valore procapite della sanzioni elevate in rapporto alle altre città capoluogo, produce una fortissima deleggittimazione del lavoro della P.M., lede la dignità professionale dei suoi operatori e porta un ulteriore contributo a quel processo di erosione della coesione sociale nel quale si è specializzata la destra italiana non solo locale.
 

Non si deve quindi sottovalutare la gravità dell’aggressione che è in atto verso la Polizia municipale di Ferrara e delle sue potenziali conseguenze, né annoverare l’iniziativa come l’ennesima goliardata di un Consigliere comunale specializzato in un metodico esibizionismo eversivo della correttezza istituzionale. Qui c’è un salto di qualità di una strategia politica che mira a sollecitare, per cavalcarli, i peggiori istinti.
Come poi tutto questo venga conciliato con l’asfissiante richiesta di misure per la sicurezza da parte dei consiglieri della destra è davvero difficile da capire, come se alla base della sicurezza non ci fosse innanzitutto il rispetto della legalità e delle istituzioni.
 

Per questo chi ha responsabilità istituzionali non solo nel governo cittadino dovrebbe sentire la necessità di dare segnali chiari di isolamento di questo comportamento e di coesione delle istituzioni impegnate nel campo largo della sicurezza urbana intesa come tutela della legalità e promozione delle condizioni di una “civile e ordinata convivenza”. Per parte nostra esprimiamo piena solidarietà agli operatori del Corpo di P.M., pieno apprezzamento del loro quotidiano impegno, da oggi certamente più difficile, nella certezza che non subiranno nessun tentativo di intimidazione".

 










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