Il giudice Migliori nomina il dottor Marino Gatti in incidente probatorio. Resta da nominare il perito della difesa Si torna in aula il 17 dicembre
Ferrara, 9 ottobre 2008 - SARÀ il dottor Marino Gatti della clinica psichiatrica dell’università di Ferrara ad effettuare la perizia psichiatrica su Luca Vitali, il 32enne, affetto da problemi psichici, che il 27 settembre scorso ha ucciso la madre Tosca Natali di 76 anni ed fratello maggiore Marco di 37 anni nella loro abitazione di San Bartolomeo in Bosco. A nominarlo, in incidente probatorio, è stato il giudice Silvia Migliori. Gatti ha chiesto adesso sessanata giorni per completare la perizia, le cui operazioni inizieranno oggi alle 9. Nel contempo il giudice ha fissato l’udienza per assumere le conclusioni del dottor Gatti per il 17 dicembre prossimo , quando sarà anche ascoltato il perito di parte che il difensore del duplice omicida, l’avvocato Eleonora Migliari, non ha ancora nominato.
«Lo farò nei prossimi giorni» — ha affermato l’avvocato Migliari, a conclusione dell’udienza di ieri. Giova sottolineare che l’esito della perizia psichiatrica inciderà molto sulla posizione processuale di Luca Vitali: qualora infatti venisse provato che, il giorno del duplice omicidio, il 32enne era incapace di intendere e volere, la sentenza ne dovrà tenere conto in maniera sostanziale. Il Gip Silvia Migliori non aveva convalidato il fermo per indiziato di delitto, confermando invece la detenzione in carcere, accogliendo l’opposizione dell’avvocato Migliari, non ravvisando gli estremi del pericolo di fuga che aveva motivato il pm a firmare il fermo. La custodia cautelare in carcere avanzata dal pm era stata invece convalidata pemanendo, a parere del gip, la pericolosità del soggetto, sia per sè, avendo manifestato propositi suidici, che per gli altri.
L’efferatezza del duplice omicidio compiuto dal giovane era emersa dall’esito dell’autopsia sui corpi della madre e del fratello, esame eseguito dal dottor Lorenzo Marinelli, nominato dal giudice e dal dottor Antonio Zanzi della medicina legale di Modena, nominato dalla difesa. E’ emerso infatti, esaminando i corpi, un ampio squarcio alla gola della madre più tre colpi violenti alla testa. Il suo corpo, hanno spiegato gli inquirenti, era stato trascinato per alcuni metri dopo essere stato percosso. Il fratello invece era stato colpito una decina di volte al petto e alla testa. Una violenza inaudita, usando la stessa arma, un coltello da cucina.
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