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BASKET A TERAMO BIANCONERI SUBITO SOTTO

Carife, un debutto amarissimo in serie A

Poeta è immarcabile con le sue penetrazioni e scava il solco subito: Collins fa venti punti nel terzo quarto ma è tutta un'illusione. In serie A non basta qualche fiammata, servono continuità e difesa più dura

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La schiacciata di Ebi contro Teramo (foto Ap/LaPresse) Ferrara, 13 ottobre 2008 - LO SCOTTO del noviziato che tutte le debuttanti devono pagare.
Ed un ko pesante nelle proporzioni, seppur giustificato dall’assenza di una pedina importante come Daniel Farabello. Se manca lui ed altri giocatori sono sottotono (su tutti Mykal Riley, uno dei più deludenti), tornare dall’Abruzzo con i due punti in tasca diventa ad un tratto un’impresa proibitiva.
Teramo ha qualcosa in più in termini di esperienza ed anche di qualità: non è un caso che sia proprio il nazionale Poeta a produrre il primo strappo, sul 14-6.
 

Il play campano, con le sue percussioni e la sua rapidità, sarà una costante spina nel fianco per la difesa di Valli.
Così, la Carife riesce a restare in scia alla fine del primo quarto solo grazie a 7 punti di Ebi.
E’ il secondo parziale quello che dà lo scossone più pesante alla gara: la Carife smette di segnare e non trova punti nemmeno dai riferimenti più classici, l’asse Collins-Jamison, mentre gli uomini di Capobianco con Moss e Hoover piazzano subito un 8-0.
 

La forbice si allarga con il passare dei minuti e passa dal 33-17 al 39-19 del 16’.
Il crollo è fragoroso ed arriva pure il terzo fallo di un Collins fin lì a secco, imitato da un Riley evanescente.
Il -20 dell’intervallo è una logica conseguenza. Dopo la pausa è Andre a svegliarsi: segna da tutte le posizioni ed illude tutti, portando il Club fino al 65-57 al 29’. Purtroppo per la Carife però, è soltanto un fuoco di paglia.
Se in Legadue bastavano a volte fiammate di pochi minuti per ribaltare un incontro, in serie A serve qualcosa in più, più continuità e meno sprazzi.
Così, nell’ultimo quarto sono nuovamente i padroni di casa a riprendere in mano le redini del match, per chiuderlo definitivamente a proprio favore.
 

L’estro realizzativo di Collins si blocca, Moss e Poeta ritrovavano la marcia perduta e la partita non ha più storia. Gli ultimi sei minuti scivolano via quasi senza sussulti. Al 40' Teramo leva le braccia al cielo per un successo meritato, Ferrara medita su un approccio alla massima serie forse troppo blando e lezioso per risultare competitivo e temibile.
Ora ha davanti una settimana per voltare pagina e preparare il debutto casalingo con la Scavolini Pesaro, il primo di un doppio impegno consecutivo che porterà al Palasegest anche la Benetton Treviso.
Quests è la serie A e queste sono le avversarie di serie A: meglio abituarsi in fretta.

84-68
Parziali: 19-13, 50-30, 69-57
BANCATERCAS TERAMO: Hoover 5, Brown 11, Carroll 5, Poeta 18, Amoroso 9, Jaacks 11, Piazza, Lulli 3, Cerella 4, Moss 18. n.e. Laquintana, Marzoli. All. Capobianco.
CARIFE FERRARA: Jamison 8, Nnamaka 8, Allegretti 5, Riley 3, Collins 20, Sacchetti 2, Ebi 21, Zanelli 1, Rizzo. n.e. Farabello, Seravalli. All. Valli.
Arbitri: Sabetta, Giansanti, Mastrantoni.
Note: tiri liberi Teramo 19/22, Ferrara 12/22; tiri da tre: Teramo 5/16, Ferrara 8/26; rimbalzi: Teramo 42, Ferrara 32. Il secondo quarto è cominciato con 10’ di ritardo per un malfunzionamento del tabellone elettronico. Spettatori 3.600










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