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LA PROTESTA

"Adotta un universitario: costa meno di un caffè"

Proposta provocatoria tra cortei e lezioni in piazza. Oltre 1200 partecipanti al raduno: una sfilata pacifica per le strade. Ma il traffico va in tilt

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La manifestazione a Ferrara Ferrara, 12 novembre 2008 - Da Rino Gaetano a Federico Moccia, da Hollywood alla... Straferrara. La protesta degli studenti allarga il panorama delle proprie ‘muse’, anche se l’obiettivo comune restano i tagli al settore dell’istruzione e dell’Università. Ieri si è svolta la seconda manifestazione pubblica, dopo quella che lo scorso 30 ottobre aveva visto in piazza alcune migliaia di giovani; va detto subito che la partecipazione è stata numericamente inferiore, perchè rispetto a due settimane fa gli istituti superiori non hanno effettuato la ‘serrata’.
Ma anche così sia al corteo mattutino (ben oltre mille presenti), sia alle vare iniziative pomeridiane sfociate poi nell’assemblea e nel concerto alla Sala Estense, non è mancata la determinazione. Nè soprattutto la fantasia.

 


Quella con cui molti manifestanti hanno evidenziato "una situazione preoccupante innanzitutto per il mondo della ricerca e del precariato", afferma Stefano Calderoni, neo segretario del Prc che tra i partiti politici è risultato il principale promotore della manifestazione.
Ed a conforto di questa tesi, nel corteo spiccavano le ammiccanti ‘ricercatrici-Veline’, ma soprattutto tanti giovani che esibivano sul petto un cartello con tanto di numero di matricola. "Adotta un universitario — la scritta sferzante —, ti costa meno di un caffè al giorno...".

«Adotta un universitario: costa meno di un caffè»
Proposta provocatoria tra cortei e lezioni in piazza
 


Come la precedente, anche la manifestazione di ieri è risultata del tutto pacifico: il corteo si è mosso da piazzale Poledrelli scortato da agenti di polizia e vigili urbani, ma senza bisogno che le forze dell’ordine intervenissero in alcun momento. Tranne che per sbrogliare la matassa del traffico che in alcuni momenti, ad esempio all’incrocio delle Poste, quindi all’angolo dei 4S e successivamente lungo corso Giovecca, è andato inevitabilmente in tilt per effetto del presidio studentesco; per quanto riguarda invece le forme della protesta, erano stati gli organizzatori per primi a fissarne i paletti.

 


"La manifestazione sarà non violenta, pacifica, democratica, antifascista e apartitica — si legge nel volantino distribuito dai coordinamenti di Architettura, Giurisprudenza, Mammuth, Lettere e Filosofia e del Polo scientifico-tecnologico —: chiunque desidera aderire deve scendere in piazza senza alcun simbolo o bandiera".

 


Non è mancato
, anche così, qualche ammiccamento alla sinistra (motivato evidentemente dall’impegno di alcuni fra gli organizzatori), anche se in queste settimane qualche critica ai provvedimenti del governo è stata espressa anche da aree politiche differenti.
Ieri comunque è stato soprattutto il giorno degli universitari; decisi a marciare sotto una cappa di nebbia e umidità intonando ‘Il cielo è sempre più blu’ dell’icona Rino Gaetano; di trasformare il ministro Maria Stella Gelmini nella protagonista di un celebre film di Tim Burton (‘Mani di forbice’) e perchè no, anche di evocare i romanzi di Federico Moccia. ‘Io e te... Tre Monti sopra il cielo’, lo slogan su un manifesto spiritoso.

 


Più secco, dritto all’invettiva, un altro striscione: ma l’insulto più che da Che Guevara o dal subcomandante Marcos sembra ispirato a Beppe Faggioli e Alfio Finetti. 'Aldamàr!', la scritta che non lascia dubbi sulla rabbia dei giovani.
Modesta, invece, la partecipazione degli studenti delle scuole superiori: la protesta resta anche se qualcosa, nel fronte della mobilitazione, sembra essersi sfilacciato anche nella nostra città.

di Stefano Lolli










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